Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ “doppio esame di coscienza”, ovvero un’analisi riflessiva dell’azione della persona educante, ma anche un’analisi riflessiva dell’agire educativo delle persone che sono loro affidate e che dovrebbero trarre buon frutto dall’azione educativo/formativa e tale frutto rientra tra le finalità dell’agire anche della persona educante e/o dell’operatore pastorale. Ciò comporta un fisiologico effetto di “retro-azione” della prassi sulla teoria, nel senso che l’analisi riflessiva della fenomenologia dell’educare e delle azioni educative messe in atto, può mostrare la “tenuta” effettiva dei dispositivi teorici elaborati per illuminare l’azione, nei vari contesti (sempre diversi e mutevoli) in cui le persone incontrano concretamente l’esperienza educativo-formativa. Dal punto di vista metodologico questo comporta la necessità di servirsi prevalentemente di metodologie di tipo qualitativo, narrativo, capaci di esplorare la specificità idiografica dell’esperienza educativa (tanto della persona educante, quanto delle persone che partecipano ai percorsi di educazione/formazione), superando la logica del “professionista riflessivo” 7 caratterizzato da una modalità di riflessione sulla prassi che rispecchia la razionalità di tipo “tecnico”, per attingere una logica differente, cioè una riflessione sulla prassi che si caratterizza in senso “fronetico”, più adeguata all’epistemologia propria di una scienza pratica, che si apre anche alla dimensione comunitaria, nel senso della comunità di pratiche (Wenger 2006). Tra educazione e formazione Il modo in cui le differenti visioni dei concetti di educazione e formazione incidono sulle prospettive epistemologiche di fondo, si lega, a sua volta, alle concezioni pedagogiche da cui tali visioni dipendono. Una prima variabile significativa riguarda il fatto di cogliere una specificità dell’idea di educazione che permetta di distinguerla in modo adeguato da quella di formazione . Il dibattito pedagogico in merito è vivace, soprattutto in Italia 8 , perché per noi il termine educazione è portatore sano di tutta la semantica che si lega alla duplice etimologia latina ( educare / educere ) e rende il suo significato più ricco e pregnante, rispetto – per esempio – all’omologo inglese (in cui il termine educazione ingloba anche l’idea dell’istruzione e della formazione). Senza entrare nel dettaglio di tale dibattito, ci limitiamo a segnalare le due variabili concettuali più significative che lo caratterizzano. La prima variabile riguarda il fatto di scegliere per l’idea di educazione una visione più “stretta” (che la collega alla sola età evolutiva) o una visione più “larga” (per cui l’educazione durerebbe tutta la vita … e diventerebbe difficile distinguerla dalla formazione). Una seconda istanza riguarda le valenze antropologiche e – più precisamente – 7 D. A. Schön , Il professionista riflessivo. Per una nuova epistemologia della pratica , tr. it. Dedalo, Bari 1993; D. A. Schön , Il professionista riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell’apprendimento nelle professioni , tr. it. FrancoAngeli, Milano 2006. 8 Cfr. Bertagna G. (a cura di), Educazione e formazione. Sinonimie, analogie, differenze , Studium, Roma 2018. 78

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