Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ ma spesso si preferisce ricorrere a una imbarazzante banalizzazione. Sono sbiaditi lo spirito critico, l’analisi e la riflessione, a vantaggio dell’ hic et nunc , in grado di produrre l’immediata soddisfazione dei “bisogni” individuali. Cade spesso, tranne che nel volontariato cattolico e laico, la pratica dell’ascolto e della solidarietà. Queste, è vero, sono soltanto notazioni generiche, che riflettono tuttavia il clima che viene percepito quasi in tutto il mondo. Fermo restando il numero notevole di persone che svolgono un lavoro silenzioso di ricostruzione del dialogo e dello spirito di fratellanza. Che cosa avviene oggi durante la pandemia di “coronavirus” o Covid 19 ? Abbiamo subìto uno shock causato non solo dallo stress improvviso e inatteso, ma anche dal crollo di certezze diffuse e scontate. Nel XXI secolo si ritiene infatti di aver sconfitto per sempre le epidemie e gran parte delle malattie più gravi. Alcuni considerano ormai inutili i vaccini e si oppongono alle disposizioni di legge. La scienza insieme alla tecnologia arriva a valicare i limiti imposti dalla natura stessa, tanto che il morire sembra un incidente di percorso e “deve” verificarsi in linea con le proiezioni statistiche sulle età, meglio se in armonia con le ultime diete alimentari. Inoltre, la connessione on line divulga informazioni a ritmo frenetico e dà l’illusione di poter eludere le coordinate del tempo e dello spazio. Velocità e moltiplicazione di esperienze sono ritenuti valori essenziali. Ma…da febbraio qualcosa si è incrinato e ha intaccato le nostre certezze e la nostra superbia. Le autorità non erano preparate ad affrontare la situazione, i medici stessi sono stati impegnati senza protezione, mentre, di giorno in giorno, si susseguono nozioni empiriche, disposizioni ferree (!) e relative smentite. “Stare a casa”, l’imperativo nazionale contro il diffondersi del virus, significa anche solitudine, mancanza di famigliari e di affetti, assenza di cura, bombardamento di notizie da far paura. Senza contare le immagini di morti dissacrate, senza la pietas che caratterizza l’evolversi dell’uomo attraverso lunghi secoli di civiltà. Persino il servizio di spesa on line , funzionale all’enfatizzazione del rito consumista, si è inceppato. I più deboli, tutelati a parole senza realtà (sempre le parole!) vengono abbandonati persino nelle strutture loro dedicate istituzionalmente. Quando si è sommersi da tali improvvise ma non imprevedibili difficoltà ci si pone una domanda antica: chi è l’uomo ? Sono io un uomo degno del nome? Questo è un mondo buono perché all’uomo, messo al centro, sono (sono state) date possibilità infinite? Ebbene, a mio parere, abbiamo commesso degli errori e abbiamo bisogno di un supplemento di umanità, potremmo forse dire un nuovo umanesimo, se l’espressione non risultasse inflazionata da decenni. Il mio percorso, molto limitato a un ambito lessicale e linguistico, si propone di ritrovare il senso e il significato di “essere pienamente uomini” a partire dalle parole di realtà, dai mutamenti 69
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