Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ diacronici di carattere etimologico-culturale, per contribuire a ritrovare la vocazione dell’incivilimento umano: umanizzare il mondo, non illuderlo e sviarlo. Qui sta la bellezza del Cristianesimo che continua a parlarci con le parole delle Scritture. Parole efficaci, in quanto danno frutto e costruiscono la crescita personale e comunitaria. Dopo l’esperienza del coronavirus, si dice, saremo cambiati. Non so, vedremo. Per lo meno, impegnamoci a migliorare, più che a cambiare, perché si può cambiare in peggio, anche se la parola cambiamento è considerata spesso come un sinonimo di “bene”. Il mondo della scuola può fare molto, a patto che si attenga a categorie educative e non proponga le soluzioni d’emergenza come un miracolo di nuova didattica da portare subito a sistema. Meglio valutare, a tempo e luogo, le sperimentazioni di DAD (viva le sigle! Didattica a distanza), discernendo quelle migliori sul piano formativo da quelle attivate in fretta e superficialmente. Bisogna dare motivazione alle persone che se ne prendono cura e non dimenticare di mettere lo studente al centro, altrimenti rischiamo di ingannare una generazione di giovani. Rispettiamo il tempo nel suo scorrere da passato, a presente e futuro. Ne conosciamo la legge di relatività in rapporto allo spazio, ma la nostra realtà è la terra dove viviamo in uno spazio e in un tempo scandito da fenomeni geofisici. Il futuro è un argomento affascinante; non è corretto negarlo e dire ai giovani che non avranno prospettive, perché il futuro appartiene di fatto ai giovani in quanto tali, per età e possibilità. Quale futuro? Viene spontaneo ripensare all’Umanesimo, a un nuovo umanesimo calato nella contemporaneità. C’è però chi propone una novità, il cosiddetto transumanesimo. Chi aderisce ad esso si pone l’obiettivo di proseguire il cammino verso il miglioramento continuo della condizione umana approfittando delle scienze e delle tecnologie e delle suggestive aperture dei libri di fantascienza. I transumanisti ritengono che l’uomo non abbia ancora raggiunto tutte le sue potenzialità e possa pertanto contare su un ulteriore sviluppo. Alla radice c’è il desiderio di evitare l’ineluttabilità dell’invecchiamento e della morte, secondo tendenze già presenti nella nostra società che però non va oltre l’oblio e la negazione della finitezza umana. Nel Transumanesimo si fa leva sul valore dell’autonomia e della libertà della persona che può porsi liberamente aspettative illimitate, come quella di cambiare corpo. In tale prospettiva, il medico non si accontenta di far guarire il paziente, ma sperimenta tutti i mezzi scientifico-tecnologici al fine di migliorare l’uomo in tutte le dimensioni, intellettuali, psicologiche, emotive e spirituali. In un certo senso, si ripropone il dilemma di Prometeo. Come afferma Leocir Pessini in un suo articolo approfondito e completo (2017), non si possono dimenticare le paure e l’imprevedibilità dell’uomo e nemmeno i paradossi presenti in alcune scoperte scientifiche, come ad esempio la comunicazione multimediale: è facilitata e diffusa per mettere in relazione, ma invece di incrementare il dialogo, come era immaginabile, crea un senso di maggior solitudine e di isolamento. Alcuni strumenti di libertà 70

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