Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ la commedia di Publio Terenzio Afro, Heautontimoroumenos, “Il punitore di se stesso” contiene una sorta di Manifesto delle concezioni che animano Il Circolo degli Scipioni (metà II sec. A.C.): Il senso della dignità dell’uomo, della filantropia. Tale concezione è sintetizzata dalla celebre battuta di Cremete che, per spiegare il suo interesse per il “punitore di se stesso”, afferma:” Homo sum: humani nihil a me alienum puto” M Tullio Cicerone (106/43 a.C.) farà della frase la sententia base del concetto di humanitas latino. Nella sua interpretazione filosofica, gli uomini, in virtù dell’origine comune della natura umana, sono legati fra loro da un vincolo di fratellanza e di rispetto reciproco nella ricerca e nell’educazione delle doti umane. Il concetto di humanitas trova corrispondenza con l’esaltazione ottimistica delle virtù dell’uomo e delle sue capacità di determinare la storia e scrivere il proprio destino, tipico della mentalità romana fin dalle origini. Pensiamo alla figura di Enea, mitico eroe figlio di Anchise e di Afrodite, che lascia Troia in fiamme portando con sé il padre e il figlioletto Ascanio, rappresentativi delle virtù romane. Il Cristianesimo Il concetto di persona, venne determinandosi a partire dal Cristianesimo, il quale attribuì sostanza di persona non soltanto all’uomo, ma anche a Dio, a Dio Trinità. Il termine persona viene impiegato per spiegare il dogma della Trinità, anche per rifiutare le accuse di politeismo e arginare le eresie tendenti a negare ora l’umanità ora la divinità di Cristo. “Dio è un’unica sostanza in tre persone”. Ne deriva il concetto di persona come relazione, all’interno di Dio tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e quindi relazione con gli uomini. Per analogia tra Creatore e creatura il termine persona così inteso è applicabile all’uomo stesso. Probabilmente dobbiamo a Tertulliano (filosofo e apologeta del II secolo) il primo utilizzo di persona in tal senso. Il mutamento di significato e di uso di persona è poi consolidato tre secoli dopo da Agostino nel De Trinitate. Nel contesto difficile in cui, dopo l’editto costantiniano di Milano del 313, il Cristianesimo affronta una fase nuova, durante la quale entrano in letteratura scrittori di preparazione solida e di sensibilità artistica, come Ambrogio, l’esegeta spesso poetico di passi e suggestioni bibliche rivisitate in chiave allegorica; come Girolamo e Agostino, che approfondiscono il rapporto fra la cultura e la lingua classico-pagana e la novità del Cristianesimo. Scrive Girolamo dell’ Epistula 70, 2: “In calce alla lettera, tu (si tratta di Magno, importante funzionario imperiale) fai questa domanda: perché nei tuoi scritti citi ogni tanto degli esempi tratti dalla letteratura profana e contamini in tal modo il candore della Chiesa con sozzure pagane? […] Questa difficoltà non me l’avresti mai fatta se tu non fossi ciceroniano anima e corpo […] C’è qualcuno per caso che non sa come nei libri di Mosé e dei Profeti esistono dei passi tratti da opere 62
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