Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ ad esempio, la parola “uomo”. “Uomo” deriva dal latino homo che a sua volta è connesso etimologicamente con humus , “terra”. Come non pensare all’ebraico Adamah , “nato dalla terra”? È interessante osservare come due culture tanto diverse, quella ebraica e quella latina, abbiano collegato il concetto di “uomo” con quello della “terra”. “Uomo” è “colui che è fatto di terra”, il “terrestre” in opposizione a “celeste, divino”, e “colui che coltiva la terra”. La parola contiene in sé l’essenza e il destino dell’uomo. Se consideriamo il verbo humare , “dare sepoltura”, cogliamo il concetto di pietas connaturato con la vocazione dell’uomo. Dire “Uomo” nella classicità greco-latina • Nella lingua greca sono due le parole che designano l’uomo: Anér e Anthropos Anér (uomo, maschio) deriva da una radice che significa “forte”, “coraggioso”. Anthropos è di etimologia incerta; probabilmente deriva da Anér e ops (occhio, aspetto, viso), “aspetto d’uomo”: indica sia l’uomo in contrapposizione al divino, sia la persona che sa di essere uomo, e quindi ha piena coscienza di sé. C’è inoltre la parola Prosopon che contiene, come Anthropos , la radice ops e che indica “faccia, volto”, quindi “persona”. Il latino persona deriva da questo termine tramite l’etrusco phersu , “maschera teatrale”. Nel mondo greco nasce la figura dell’ agrios anér , “uomo selvatico”, in contrapposizione all’uomo civile. Tale opposizione è simboleggiata dall’incontro-scontro fra Ulisse, portatore di civiltà, rispettoso delle leggi che regolano i rapporti fra uomini e fra uomini e dei, e Polifemo, selvaggio spregiatore delle relazioni sociali e del culto degli dei. La figura del “selvaggio” avrà molta fortuna nella letteratura e nell’arte. “Così la figura di Polifemo, agrios anér , sopravvive alimentata dal folklore, nell’ omo silvatico del teatro e della poesia durante il Medioevo e il Rinascimento, e ricompare nell’Ulisse di Joyce, sotto le sembianze ‘selvagge’ del feroce rivoluzionario feniano” (Furio Jesi, Polifemo e il selvaggio , in AA.VV. Furio Jesi 2019, p.120 ss.). • Nella filosofia greca è rilevante la domanda sull’uomo che Platone si pone, a differenza dei pensatori che l’hanno preceduto, come i pitagorici (l’uomo è composto di anima e corpo; dopo la morte c’è la metempsicosi) e gli atomisti (Democrito, poiché l’anima è costituita da atomi, c’è una visione 60

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