Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ nello spazio scolastico, in cui l’appartenenza religiosa non è di solito una qualifica particolarmente significativa. È dunque importante il sostegno che la comunità adulta (famiglia e Chiesa locale) riesce a dare ai singoli ragazzi nel loro essere a scuola, nel loro vivere positivamente questa esperienza, senza valutarla come un passaggio obbligato dal quale liberarsi prima possibile. Una scissione tra educazione familiare/religiosa e scolastica porterebbe solo alla crescita dei motivi di diffidenza e di disagio. Occorre invece sostenere la bontà dell’ambiente scolastico, sollecitando gli stessi studenti a dare il loro contributo al suo miglioramento. Il principale motivo di crisi degli studenti è la perdita del senso del loro andare a scuola. La formazione personale e la conquista di un titolo di studio che un tempo potevano essere la chiave d’accesso al mondo del lavoro e alla vita adulta oggi hanno perso gran parte di quelle loro funzioni: la crescita personale avviene forse più fuori dalla scuola che dentro di essa e alla fine di un ciclo di studi non si ha nessuna garanzia di futuro. Almeno questo è ciò che gli studenti si sentono ripetere sempre più spesso. In questa condizione di legittimo smarrimento essi devono conservare la voglia di studiare e di trovare ogni giorno un motivo per andare a scuola. Siamo ovviamente di fronte alle difficoltà e alle contraddizioni di adolescenti che cercano di orientarsi e trovare la propria strada nel mondo. Non possiamo caricare di eccessive responsabilità questi studenti, ma possiamo almeno cercare di aiutarli a vivere la loro esperienza scolastica in maniera meno conflittuale e incerta. Il compito della comunità cristiana (adulta) è quello di sostenere in ogni modo l’esperienza scolastica, incoraggiandola anche quando i risultati non sono i migliori e mostrando comunque la positività dell’incontro che si realizza tra pari nelle aule scolastiche. L’associazionismo studentesco assume oggi forme diverse da quelle di un tempo. L’aggregazione avviene più sui social che nell’incontro personale. I gruppi si creano e si disfano con un click. L’amicizia è diventata anch’essa una categoria virtuale. Ciò non deve far abbandonare l’impegno o il desiderio di dare vita a forme più o meno organizzate di presenza cristiana, ma è ancora una volta la solidità della formazione individuale la chiave per una presenza significativa. Nel guardare alla scuola e ai ragazzi che la frequentano la comunità cristiana deve sostenere la loro esperienza e soprattutto promuovere iniziative utili per la maggior parte di essi. Tanto per fare un esempio, pensare all’ordinaria amministrazione può voler dire organizzare forme di doposcuola per tutti e non solo per gli studenti in difficoltà o stranieri. Ognuno deve poter trovare nella comunità cristiana un sostegno al proprio essere studente. 3. In conclusione Se a questo punto vogliamo fare una sintesi, possiamo dire che la categoria unificatrice di tutto 53

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