Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ del suo mestiere, perché la sua fede dovrebbe alimentare in lui uno spirito di servizio volto ad offrire sempre il meglio (e non solo il minimo indispensabile) ai propri alunni e alla scuola. Questa “eccedenza professionale” non può trovare riconoscimenti sul piano economico ma può dare grandi soddisfazioni sul piano umano, sia per la stima di colleghi e alunni (nonché famiglie), sia per la motivazione che si riuscirebbe a suscitare negli alunni stessi che si sentirebbero a loro volta motivati dall’esempio di un docente entusiasta del proprio lavoro, appassionato alle discipline che insegna, rigoroso e competente nella padronanza del sapere. Il problema della motivazione è una questione vitale per la scuola di oggi: insegnanti demotivati non possono sperare di alimentare la motivazione di alunni che arrivano a scuola distratti da altri interessi e valori o condizionati da una cultura del disimpegno che fa presa facilmente sui più deboli. Il circolo vizioso che si crea tra la demotivazione degli alunni e quella degli insegnanti deve essere rotto inevitabilmente dall’adulto e quindi l’insegnante deve trovare in sé la forza di andare avanti in un mondo che sembra non offrire grandi gratificazioni. La differenza può essere data da quella “speranza affidabile” che Benedetto XVI aveva già indicato nella Lettera citata: «anima dell’educazione, come dell’intera vita, può essere solo una speranza affidabile. […] Proprio da qui nasce la difficoltà forse più profonda per una vera opera educativa: alla radice della crisi dell’educazione c’è infatti una crisi di fiducia nella vita» 37 . In altre parole, la credibilità professionale che ogni insegnante cerca di procurarsi deriva in primo luogo dalla sua solidità umana, perché l’educazione è un incontro di persone, una relazione, prima che la trasmissione di un sapere. Su queste convinzioni gli insegnanti cattolici dovrebbero costruire la propria professionalità ed essere operatori pastorali all’interno della scuola. Il compito delle associazioni professionali diviene allora quello di accompagnare la formazione umana e professionale degli insegnanti, curando soprattutto la loro motivazione all’insegnamento e al servizio educativo. L’emergenza educativa non è infatti un problema dei giovani ma degli adulti: gli insegnanti demotivati possono contribuire a degradare il clima della scuola e a generare sfiducia negli alunni. La possibilità di mettere in comune le esperienze e di confrontarsi con colleghi più esperti (anche solo per essere rassicurati sulla bontà delle proprie scelte) può essere un importante sostegno alla prassi scolastica di tanti insegnanti. Occorre avere idee forti e incisive da trasmettere e diffondere, per animare davvero la comunità scolastica. La presenza cristiana nella scuola non può essere affidata solo alla formalità di una sigla, ma deve consistere nella quotidiana azione di tanti docenti, sinceramente e convintamente dediti al bene della scuola. Su tutti questi aspetti può essere di guida il documento che la congregazione cattolica ha pubblicato nel 1982 su Il laico cattolico testimone della fede nella scuola , che va letto con lo sguardo rivolto alla situazione particolare della scuola italiana (è un documento della Chiesa universale) e 37 Benedetto XVI, Lettera alla diocesi e alla città di Roma… , cit. 50

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