Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ scuola ha un ruolo professionale e tende a coinvolgere anche coloro che a prima vista potrebbero sembrare i semplici fruitori del servizio (alunni e genitori). Tutti sono coinvolti in questa attività di animazione, ma con l’atteggiamento richiesto, come si è appena visto, da papa Francesco: iniziare processi e non possedere spazi. I fedeli laici non devono “occupare” la scuola con le proprie insegne ma devono far crescere la comunità con lo spirito di servizio che hanno appreso dal Vangelo. Se torniamo col pensiero alla stagione iniziale degli organi collegiali, quando negli scorsi anni Settanta furono avviate le prime forme di partecipazione, che a ciascuna componente suggerirono la costituzione di liste dalla precisa identità ideale (o ideologica), oggi dobbiamo riconoscere che quell’entusiasmo si è spento rapidamente ed è sempre più difficile riuscire a trovare i candidati necessari a riempire i seggi disponibili negli organi collegiali, siano essi genitori o insegnanti; forse solo gli studenti nella secondaria di II grado hanno ancora voglia di confrontarsi in una specie di tirocinio della partecipazione politica dell’età adulta. Anche se in questo caso siamo ancora sul terreno della presenza istituzionale, sarebbe comunque auspicabile un maggiore impegno da parte di laici qualificati, non tanto per occupare seggi sottratti ad esponenti di altre aree culturali quanto per dare un esempio significativo di come ci si possa mettere disinteressatamente al servizio del bene comune in un contesto come quello scolastico dove certamente non ci sono carriere da percorrere o vantaggi economici da ottenere. Né, d’altra parte, si deve avere nostalgia di un’epoca ancora recente di “cristianità”, in cui il paradigma cristiano ha svolto un ruolo egemone nel mondo della scuola, essendo poi rapidamente sostituito da altri paradigmi culturali. L’impegno del fedele laico nella scuola è indubbiamente faticoso, soprattutto se affidato alla sua iniziativa personale senza la possibilità di contare sul sostegno di una struttura forte che ne alimenti la proposta. Potrebbe essere questo il compito dell’associazionismo cattolico (degli insegnanti come dei genitori o degli studenti), ma i numeri sono tali da non far sperare in un supporto automatico, dovuto solo al prestigio di una sigla o di un’organizzazione. Il compito principale dell’associazionismo può essere quello di curare una solida formazione culturale e professionale dei singoli aderenti, in quanto a ciascuna persona è affidato il compito di fare proposte e intervenire nel dibattito pubblico. Proviamo allora ad esaminare le prospettive che si possono aprire distintamente per ciascuna categoria o componente della comunità scolastica. 2.1. Il ruolo dei genitori Iniziamo dai genitori perché senza di loro non esisterebbe la scuola. Sono loro che le affidano i propri figli e che stipulano – implicitamente o esplicitamente – un patto educativo con la scuola. Questo patto, o alleanza educativa, è venuto progressivamente meno negli ultimi tempi e uno dei 45
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