Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ alla lenta crescita numerica degli Idr laici, che oggi sono arrivati ad essere il 96% del totale 27 , una percentuale difficilmente superabile perché il passo successivo sarebbe la cancellazione totale del personale ecclesiastico. Dal secondo punto di vista, la scolarizzazione dell’Irc è un fatto ormai acquisito, che dovrebbe essere letto come un successo, in quanto espressione dell’effettivo atteggiamento di servizio con cui l’Irc si è messo a disposizione della scuola sposandone le finalità: un insegnamento ancora legato a finalità ecclesiali o comunque extrascolastiche sarebbe stato destinato a una rapida emarginazione e irrilevanza. In realtà, soprattutto queste ultime trasformazioni sono state poco raccolte a livello giuridico, dove prevale un atteggiamento di distanza (o di separazione) in tutto ciò che riguarda la gestione dell’Irc, quasi fosse una sorta di enclave ecclesiastica nell’amministrazione scolastica; ma la logica neoconcordataria dovrebbe suggerire una ben diversa impostazione. E si può notare che anche frange cospicue dell’opinione pubblica (cattolici compresi) continua a guardare all’Irc come se fosse rimasto ancorato alla sua identità veteroconcordataria. Dobbiamo chiederci a questo punto se e quanto sia applicabile all’Irc la raccomandazione fatta da papa Francesco nell’ Evangelii gaudium quando invita a «occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi» 28 . Con incertezze e contraddizioni l’Irc attuale ha indubbiamente avviato un processo di autotrasformazione per conquistare alla cultura religiosa un diritto di cittadinanza scolastica (e civile) che le sarebbe stato inevitabilmente negato nella precedente impostazione, volta più ad occupare uno spazio (di sostanziale privilegio). Ma la percezione sociale di questa trasformazione è ancora fragile, mentre sono forti le voci di chi vorrebbe circoscrivere la presenza cattolica nella scuola a un Irc sempre più irrilevante (per significato culturale, per modalità di accesso e di valutazione, per equivoca identità), anzi accusandolo di occupare uno spazio ormai illegittimo in un tempo di sempre più accentuato pluralismo religioso. La battaglia faticosamente condotta, talvolta senza una piena consapevolezza, da tanti Idr laici per rafforzare l’identità scolastica dell’Irc non può dirsi ancora vinta, perché le condizioni di esercizio sono tutt’altro che favorevoli. E non devono certamente aggiungersi ai detrattori dell’Irc gli stessi cattolici che non riescono a riconoscerne il valore e le potenzialità sociali, culturali e pastorali. 2. I fedeli laici e l’animazione cristiana della comunità scolastica Esaurita, la sommaria analisi delle modalità di presenza istituzionale della Chiesa nella scuola, è il momento di passare a esaminare una presenza assai meno istituzionale e più sostanziale, per la 27 Cfr. S. Cicatelli - G. Malizia, Una disciplina alla prova. Quarta indagine nazionale sull’insegnamento della religione cattolica in Italia a trent’anni dalla revisione del Concordato , Elledici, Torino 2017. 28 Francesco, Esortazione apostolica Evangelii gaudium , 24 novembre 2013, n. 223. 43
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=