Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ con il mondo della scuola italiana nel 2014: « L’educazione non può essere neutra . O e positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla» 12 . È per questo motivo che i genitori devono prestare la massima attenzione al tipo di educazione che offre la scuola cui intendono mandare i propri figli. Ed è per questo che il Codice di diritto canonico, dopo aver invitato a stimare in generale l’educazione scolastica (can. 796) e aver rivendicato la libertà di cui devono godere i genitori nella scelta della scuola per i propri figli (can. 797), chiede in maniera più forte che «i genitori affidino i figli a quelle scuole nelle quali si provvede all’educazione cattolica» (can. 798), in quanto «i genitori cattolici hanno anche il dovere e il diritto di scegliere quei mezzi e quelle istituzioni attraverso i quali, secondo le circostanze di luogo, possano provvedere nel modo più appropriato all’educazione cattolica dei figli» (can. 793). Da ciò deriva quindi che «è diritto della Chiesa fondare e dirigere scuole di qualsiasi disciplina, genere e grado» (can. 800, § 1) e che «i fedeli favoriscano le scuole cattoliche, cooperando secondo le proprie forze per fondarle e sostenerle» (ivi, § 2). Circa l’obbligo (almeno morale) che i genitori cattolici hanno di mandare i propri figli nelle scuole cattoliche non è il caso di soffermarsi, quanto meno perché in Italia si può ritenere in gran parte soddisfatta la condizione prevista dal Codice di diritto canonico di assicurare nelle scuole non cattoliche anche l’educazione religiosa e morale (can. 799). Rimane l’impegno di sostenere in vario modo (non solo economicamente) le scuole cattoliche, argomento su cui la comunità cristiana appare in Italia spesso un po’ riluttante. Probabilmente l’atteggiamento critico dei fedeli (e talvolta anche di vescovi e sacerdoti) verso la scuola cattolica è dovuto all’evoluzione che essa ha avuto nel nostro Paese. Da istituzioni educative destinate preferibilmente se non esclusivamente alla cura dei più poveri, esse sono diventate una sorta di scuola di élite, se non addirittura le “scuole dei ricchi”, a causa delle difficili condizioni economiche in cui sono oggi costrette ad operare. Se all’inizio le scuole cattoliche potevano infatti contare su un personale quasi tutto religioso, e quindi senza costi, oggi esse devono ricorrere prevalentemente a personale laico 13 , con tutto ciò che ne consegue in termini di spese, che inevitabilmente vengono a gravare sulle famiglie. Si è quindi creato una sorta di corto circuito cognitivo per cui l’identità della scuola cattolica è percepita più in relazione alle sue condizioni materiali di esercizio (costi e selezione dell’utenza) che alle finalità ideali, che invece dovrebbero costituire il principale punto di riferimento, almeno nella valutazione della comunità cristiana. Vediamo allora quale è, in linea di principio l’identità della scuola cattolica, a partire ancora una volta 12 Francesco, Discorso al mondo della scuola italiana , Piazza San Pietro, 10 maggio 2014. 13 Dalle rilevazioni condotte dal Centro Studi per la Scuola Cattolica risulta che nell’anno scolastico 2018-19 l’89,4% degli insegnanti di scuola cattolica erano laici (cfr. La scuola cattolica in cifre. Anno scolastico 2018-19) , in Centro Studi per la Scuola Cattolica, Personalizzazione e curricolo. Scuola Cattolica in Italia. Ventunesimo Rapporto, 2019 , Scholè, Brescia 2019, pp. 215-77. 37

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