Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ digitalizzazione del Kerigma. Questa sicuramente è la strada che non conduce alla Tomba Vuota ma al tempio vuoto, perché divenuto luogo e simbolo del mitizzato formalismodi una religione che non ha più niente da offrire all’uomo del suo tempo, dal quale Cristo è fuggito e ha invitato a distanziarsene, per intraprendere una strada nuova. La strada che porta al Golgota, la più dolorosa, la meno frequentata, quella che non fa intravedere il successo facile, quella meno comoda, ma la strada giusta che conduce al Tabor, alla Celeste Gerusalemme, però prima è necessario attraversare la porta della Tomba Vuota per lasciarsi attraversare dal mistero della Risurrezione. La Chiesa, nella prassi Pastorale, deve puntare su questa strada. A livello operativo e concreto ci sono diverse indicazioni del magistero, Papa Francesco, ad esempio con la Laudato Sì’, sostiene l’importanza di una fede cristiana “integrale”, che ha a cuore la vita stessa dell’uomo, quale essere creato a “immagine e somiglianza di Dio” e che nel battesimo è divenuta creatura nuova a “immagine di Cristo”. Egli, di fronte alla mole di problematiche emergenti, per arginare i fenomeni di degrado sociale propone di indagare e approdare a soluzioni significative, partendo da un serio discernimento che tenga legati le questioni ambientali, sociali e umane, secondo la logica e il paradigma di «una ecologia integrale» (Ls 141). La Giovanelli sostiene che: «di fronte al paradigma tecnocratico, alla frammentazione dei saperi, alla frammentazione dell’uomo, alla società che si spacca scartando i deboli e gli inefficienti, il Santo Padre propone il paradigma dell’inclusione e dell’unità». Infatti, sono ricorrenti nell’enciclica espressioni che invitano alla sinergia, alla connessione, all’unità, alla relazione con Dio e tra gli uomini, ad avere una visione olistica della realtà, per agire insintonia nel prendersi cura gli uni degli altri. È sempre papa Francesco, nel documento finale del sinodo sui giovani, che ci indica il come agire per una efficace prassi pastorale, invita a ritornare al paradigma dei discepoli di Emmaus: «Abbiamo riconosciuto nell’episodio dei discepoli di Emmaus (cfr. Lc 24,13-35) un testo paradigmatico per comprendere lamissione ecclesiale in relazione alle giovani generazioni. Questa pagina esprime bene ciò̀ che abbiamo sperimentato al Sinodo e ciò̀ che vorremmo che ogni nostra Chiesa particolare potesse vivere in rapporto ai giovani. Gesù̀ cammina con i due discepoli che non hanno compreso il senso della sua vicenda e si stanno allontanando da Gerusalemme e dalla comunità̀. Per stare in loro compagnia, percorre la strada con loro. Li interroga e si mette in paziente ascolto della loro versione dei fatti per aiutarli a riconoscere quanto stanno vivendo. Poi, con affetto ed energia, annuncia loro la Parola, conducendoli a interpretare alla luce delle Scritture gli eventi che hanno vissuto. Accetta l’invito a fermarsi presso di loro al calar della sera: entra nella loro notte. Nell’ascolto il loro cuore si riscalda e la loro mente si illumina, nella frazione del pane i loro occhi si aprono. Sono loro stessi a scegliere di riprendere senza indugio il cammino in direzione opposta, per ritornare alla comunità̀, condividendo l’esperienza dell’incontro con il Risorto». Quindi, è soprattutto un atteggiamento di amorevole cura da assumere nei confronti degli uomini del nostro tempo, facendosi compagni di viaggio con empatia e non supponenza, ascoltando, accogliendo, 146
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