Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ che si trova la chiave di volta per una significativa prassi pastorale nella contemporaneità. Le sfide che provengono dallo sviluppo delle tecnologie digitali e l’uso sempre più diffuso del web, pongono la Chiesa di fronte al difficile compito dell’annuncio evangelico all’uomo contemporaneo, in particolare ai giovani, soprattutto per ciò che attiene la loro formazione ed educazione alla fede. Tenendo nella giusta considerazione alcuni recenti documenti del magistero della Chiesa, si riscontra la necessità di non disgiungere la componente tecnica e quella umanistica nella promozione integrale della persona umana. Si invita a riconoscere nelle tecnologie digitali e nel web, pur considerando i notevoli rischi sottesi che devono essere attenzionati, un’opportunità per la valorizzazione delle relazioni tra le persone, le culture e i popoli, nella promozione della comunione e nello sviluppo di un “umanesimo solidale” 28 . Questo non significa che una prassi pastorale efficace è da considerarsi tale solo se fatta attraverso le nuove tecnologie informatiche e digitali. Questi sono sempre da considerare strumenti utili e non indispensabili, qualsiasi innovazione è utile, nella fattispecie quella tecnologica, per attivare quel necessario processo di inculturazione 29 del Vangelo, senza che questo significhi in nessun modo piegare l’annuncio alle esigenze e alla logica dimercato, delle mode e del Cyberspazio. Oggi, è necessario, così 28 Dal documento preparatorio per il Sinodo sui giovani (2017 ). “Merita una menzione particolare il mondo dei new media, che soprattutto per le giovani generazioni è divenuto davvero un luogo di vita; offre tante opportunità inedite, soprattutto per quanto riguarda l’accesso all’informazione e costruzione di legami a distanza, ma presenta anche rischi (ad esempio cyberbullismo, gioco d’azzardo, pornografia, insidie delle chat room, manipolazione ideologica, ecc.) pur con molte differenze tra le diverse regioni, la comunità cristiana sta ancora costruendo la propria presenza in questo nuovo areòpago, dove i giovani hanno certamente qualcosa da insegnarle”. 29 COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE. FEDE E INCULTURAZIONE (1989). Nella costituzione Gaudium et Spes, il Concilio ha mostrato quali lezioni e quali consegne la Chiesa ha tratto dalle sue prime esperienze d’inculturazione nelmondo greco-romano. Quindi, ha consacrato un capitolo intero di questo documento alla promozione della cultura. Il Concilio ha a lungo considerato i rapporti tra la cultura e il messaggio della salvezza. Ha quindi enunciato alcuni dei compiti più urgenti dei cristiani in rapporto alla cultura: difesa del diritto di tutti alla cultura, promozione di una cultura integrale, armonizzazione dei rapporti tra cultura e cristianesimo. Il Sinodo del 1985, che celebrava il ventesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, ha parlato dell’inculturazione come dell’«intima trasformazione degli autentici valori culturali mediante l’integrazione nel cristianesimo, e il radicamento del cristianesimo nelle varie culture umane». Giovanni Paolo II fondandosi sulla convinzione che «l’Incarnazione del Verbo è stata anche un’incarnazione culturale», afferma che le culture, analogicamente paragonabili all’umanità del Cristo in ciò che hanno di buono, possono svolgere un ruolo positivo di mediazione per l’espressione e la diffusione della fede cristiana. Il Vangelo anzi impone spesso una conversione delle mentalità e una riforma dei costumi là dove esso s’impianta: le culture, esse pure, devono essere purificate e restaurate nel Cristo. Un altro tema essenziale dell’insegnamento di Giovanni Paolo II verte sull’urgenza dell’evangelizzazione delle culture. Tale compito suppone che si comprendano e si penetrino con una simpatia critica le identità culturali particolari e che, in una sollecitudine di universalità conforme alla realtà propriamente umana di tutte le culture, si favoriscano gli scambi reciproci. Il Santo Padre fonda così l’evangelizzazione delle culture su una concezione antropologica fortemente radicata nel pensiero cristiano dall’epoca dei Padri della Chiesa. Poiché la cultura , quando è retta, rivela e fortifica la natura dell’uomo, l’assimilazione ( imprégnation ) cristiana della cultura suppone il superamento di ogni storicismo e di ogni relativismo nella concezione dell’umano. L’evangelizzazione delle culture deve dunque ispirarsi all’amore dell’uomo in se stesso e per se stesso, specie in quegli aspetti del suo essere e della sua cultura che sono attaccati o minacciati. 143
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