Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ 1. Società e cultura digitale Negli ultimi 50 anni la società si è evoluta, creando occasioni di sviluppo e di accesso alla conoscenza e al sapere, generando così emancipazione e migliori condizioni di vita. La fine del secolo scorso e i primi decenni del nuovo millennio si stanno caratterizzando come il periodo della massima evoluzione della tecnologia informatica e digitale, mettendo gli uomini nella condizione di poter veicolare informazioni, conoscenze, sapere, si dice che viviamo in un “villaggio globale”. In altri termini, la tecnologia informatica e digitale sta accelerando il processo di globalizzazione, accorciando enormemente le distanze tra i popoli, generando così migliori situazioni per la convivenza civile e democratica, ma allo stesso tempo questo processo evolutivo sta mettendo in crisi alcune certezze valoriali sui quali si basavano le società nel passato, creando altre questioni sociali che incidono significativamente nei vari ambiti della contemporaneità. La società è detta della conoscenza, nel senso che oggi non c’è più una conoscenza codificata e istituzionalizzata, ma accanto alle istituzioni formali, scuola, famiglia e parrocchia c’è tutta la società che educa e forma. Dunque, tutta la società oggi, grazie allo sviluppo tecnologico e al progresso democratico e civile, può essere considerata come fonte di conoscenza, inoltre, la tecnologia e l’avvento del digitale permettono a tutti di avere accesso alle informazioni, ma anche di produrre informazioni per la conoscenza. Oggi ci troviamo immersi nella complessità di una società che stenta a indicare punti fermi, valori, orizzonti di senso e di speranza. Tutto si consuma nell’attimo effimero di una felicità narcisistica. Ha preso piede un’etica che si ispira ai paradigmi del “relativismo”, della “liquidità”, del post-umano e del pancomputazionale (Benedetto XVI; Bauman; Morin;). L’azione educativa di una società civile si concretizza nell’ambito delle relazioni fondamentali della quotidianità. È in questa dimensione che emerge con forza l’importanza della testimonianza. Dunque, la sfida riguarda, soprattutto, il come educare, nella fattispecie, quale azione pastorale per educare alla fede attraverso l’annuncio del Vangelo, in una società in continuo cambiamento, dove i paradigmi antropologici, dell’educazione, dell’apprendimento e della religiosità sono continuamente cangianti. L’uomo è un’identità che abita il mondo con le sue peculiarità, limiti e intelligenza che esplica attraverso la sua corporeità unita a mente e spirito, che gli permette di aprirsi all’altro. È questa apertura all’alterità che lo fa essere umano, diversamente sarebbe un enigma. L’inizio del nuovo millennio ci presenta un oltreumano che si dispiega, da un lato come iperumanismoantropocentrico, dall’altro come postumanismo antropodecentrico (Biuso, 2018). In altri termini, l’uomo è quel “corpomente” che determina e si determina come umano, in continuità con gli altri elementi della materia, della natura e del mondo. Dunque, un essere che inventa e costruisce macchine, ma anche idee, significati, pensieri, ne consegue che l’uomo oggi è una complessità difficilmente riducibile ad un’univoca identità. Pertanto, l’uomo sta diventando sempre più un essere ibridato con le macchine, la tecnologia informatica, digitale 136
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