Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ una complessità tanto problematica e polivalente da non riuscire più a trovare la propria identità, rifugiandosi, spesso, nell’affermazione di un universalismo dei diritti umani che tutto norma e tutto relativizza. Così finisce per soffocare i sui membri in una parvenza democratica che rischia di svuotare di ogni significato oggettivo la dignità della persona umana. (Borgia 2019, 225) Le varie comunità ecclesiali non sono esenti da questo clima culturale, anche all’interno della realtà ecclesiale si respira e si vive il clima sociale della contemporaneità. I credenti, i cosiddetti fedeli praticanti sono figli di questo tempo, siano essi laici o consacrati, soggetti alle dinamiche sociali della società globalizzata, del web 2.0, dell’era digitale e dell’ibridazione uomo-device. Dunque, l’azione pastorale, oggi, va contestualizzata e indagata all’interno di questo mutato contestocon-temporaneo. Di fronte a questo scenario gli interrogativi sono tanti e non a tutti possiamo dare una risposta esaustiva, il presente lavoro si prefigge lo scopo di indicare alcune possibili piste di ricerca, di riflessione, di significato sulla specificità del tema assegnato, “la pastorale nell’era digitale” . Senza nessuna velleità e pretesa di esaustività, proverò a tracciare alcune direttrici che potranno essere utili per lo studio e l’approfondimento successivo. In particolare, mi soffermerò prima di tutto, attraverso una sintetica analisi, su ciò che rappresenta oggi il mondo delle TIC e del digitale, in un’epoca dove il web ha accelerato il processo delle interazioni sociali e di globalizzazione, rischiando a volte di generare nuove massificazioni, populismi e narcotizzazione delle coscienze, a livello etico, politico e religioso. Nella seconda parte affronterò la tematica relativa al mondo della pastorale e all’incidenza che hanno le TIC e i media digitali nell’azione di cura e annuncio a cui è chiamata la comunità ecclesiale; quali prospettive si possono ipotizzare per rilanciare un’azione pastorale che sia capace di incidere significativamente nelle coscienze della gente, al fine di dare loro nuova speranza e prospettiva per il futuro, che viene vissuto e percepito sempre più come incerto e irraggiungibile, soprattutto dalle nuove generazioni, le quali di fronte all’attuale scenario e all’incertezza per il futuro preferiscono vivere il presente come un “attimo fuggente”, dentro il quale si deve consumare tutto, anche la propria vita, in quanto non si riesce a intravedere un possibile futuro, il proprio futuro. Quindi, in conseguenza di ciò la comunità ecclesiale ha il dovere di interrogarsi e indicare una prospettiva di speranza, dotandosi di nuovi strumenti, linguaggi e modalità di comunicare e annunciare il Vangelo oggi che, ovviamente, è sempre lo stesso! L’interrogativo di fondo dal quale partirò per la mia conclusione sarà proprio il Vangelo. Se il Vangelo è la Buona Notizia, per l’uomo di oggi, per i tanti giovani che vivono l’inquietudine del presente, quale è questa “Buona Notizia”? In che cosa consiste? È ancora valida? È ancora valida la pastorale di oggi per annunciare il Vangelo all’ibrido “uomo-device” del secondo ventennio del ventunesimo secolo? Partendo da questi interrogativi proverò, in conclusione, a indicare alcune piste di riflessione per una pastorale incisiva e prospettica nell’era del digitale, in grado di indicare la via della Speranza, della Fede e della Carità, quella “via crucis” che conduce e introduce nel mistero della “Tomba Vuota”. 135

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