Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ rammenta un numero, un indirizzo, un dato mnemonico appunto, ciò che è frutto di un mero processo mentale. Vi è poi il “ricordare”, che è il termine usato più di frequente. Ri-cordare viene dal latino recordari , verbo composto da cor, cordis «il cuore» col prefisso re-, cioè: “rimettere nel cuore, avere memoria con il cuore”. Esiste ancora un altro termine per gli atti della memoria: il “rimembrare”. È una parola piuttosto desueta, certamente nota per la celebre poesia di Leopardi ‘A Silvia’, ma importante perché, proprio come nel verso del Poeta, indica che la memoria può toccare la sfera della volontà (collegata alle ‘membra’, ossia agli arti, al movimento). Nel “… rimembri ancora …” l’immagine della memoria vibra in profondità, s’intreccia con la speranza, e indica una tensione verso , cioè un moto della volontà. Ecco che i tre verbi indicanti gli atti della memoria rivelano la struttura complessa della psiche, articolata in pensieri, sentimenti e volontà. Educare la persona vuol dire allora mettere in moto tutte le sue componenti, coinvolgere non solo la razionalità, ma anche cuore e volontà. Nelle scuole si tende a sviluppare la formazione della sola facoltà mentale, col rischio di sacrificare l’allievo ai contenuti; ritenendo inoltre che possa esistere un «pensato» che ha valore perfino senza «un pensiero che lo pensa». Non è un caso che il linguaggio comune definisca l’insieme delle conoscenze con il termine di materia : qualcosa di pesante, di opaco, l’esatto contrario della leggerezza e della trasparenza. Avremo quindi una crescita asimmetrica, disarmonica, che in modo figurato potremmo rappresentare con una grande testa ed un corpo filiforme, proprio alludendo ad un’intellettualità – meglio, una cerebralità – ipersviluppata e assorbente. Ma in termini didattici, che cosa vuol dire “nutrire armonicamente pensieri, sentimenti e volontà congiunti”? Significa che l’insegnamento non deve rivolgersi solo al cervello, ma anche alle altre componenti della psiche, coinvolgendo peraltro la corporeità 10 . Per questo è importante che - sin dalla scuola dell’infanzia e per tutto il percorso scolare - si presti attenzione alla psicomotricità e all’educazione motoria, alla musica, all’esperienza artistica, le quali, per attivarsi, necessitano di muovere insieme tutte le componenti dell’essere umano. La musica e l’arte “commuovono”, ossia “muovono insieme” pensieri, sentimenti e volontà, e certamente anche il corpo. Non vi può essere artista o musicista con una testa enorme e un corpo filiforme. La musica e le arti figurative nascono dalla percezione, prendono forma nell’interiorità, si animano nel movimento, nel ritmo, nella figura e nel colore, ma rielaborate personalmente, con l’impronta unica e irripetibile di chi le produce. Arte e musica non devono continuare ad essere intese in funzione ancillare delle grandi discipline: la 10 Una sintesi delle posizioni della filosofia e dell’antropologia sull’argomento è tratteggiata in S ABINO P ALUMBIERI , L’uomo, questa meraviglia – Antropologia filosofica I , Urbaniana University press, Città del Vaticano 2003, in particolare alle pagine 351-369. 123

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