Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ portato l’attenzione sulla formazione, intesa come sviluppo globale del discente, l’idea di apprendimento significativo, di personalizzazione, costituiscono fattori importanti che hanno contribuito a trasformare l’interpretazione delle classi, concepite ora come un insieme complesso di soggettività differenti a cui destinare interventi quanto più possibile specifici per il raggiungimento del successo formativo. È in questo quadro che si sviluppano le azioni della scuola e delle istituzioni per garantire il diritto allo studio di tutti gli alunni. 2.1.2. I Bisogni Educativi speciali Vi è una sempre maggiore complessità nelle nostre classi, dove si intrecciano i temi della disabilità, dei disturbi evolutivi specifici, con le problematiche del disagio sociale e dell’inclusione degli alunni stranieri. Tale contesto, peraltro in rapida trasformazione, pone ai docenti un compito arduo nella misura in cui si compone di una pluralità e disomogeneità di stili e livelli di apprendimento. Le differenze e le distanze fra i vari gruppi di livello frequentemente presenti in quasi tutte le nostre classi tendono ad aumentare. Per questo è sempre più urgente adottare una didattica che sia ‘denominatore comune’ per tutti gli alunni e che non lasci indietro nessuno. Nella letteratura scientifica, italiana e internazionale, l’area dello svantaggio scolastico viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali ( Special Educational Needs ) 6 . È sotto questa più ampia definizione che ricomprendiamo tutta la complessità delle nuove classi italiane, nella quale sono comprese tre grandi sotto-categorie, quella della disabilità; quella dei disturbi specifici di apprendimento, quella dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale. La normativa, prodotta tra gli anni Settanta e Novanta, tutela solo gli alunni con disabilità, mentre gli alunni con Bisogni Educativi Speciali sono in numero assai più elevato. Si tratta di alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione . Non si può tuttavia pensare di utilizzare l’insegnante ‘di sostegno’ per far fronte a situazioni che non riguardano la disabilità, come purtroppo si fa frequentemente, per mancanza di risorse, ma forse anche di ipotesi più efficaci. È urgente ripensare e riformulare il modello inclusivo all’interno di un contesto che negli ultimi quaranta anni è profondamente cambiato e riflettere sulle modalità di integrazione finora realizzate. La sollecitazione riguarda il passaggio da una scuola 6 Dichiarazione di Salamanca sui principi, le politiche e le pratiche in materia di educazione e di esigenze educative speciali (U.N.E.S.C.O. 1994): « Noi, rappresentanti di 92 governi e di 25 organizzazioni internazionali alla Conferenza mondiale sull'educazione e le esigenze speciali riunita a Salamanca (Spagna) dal 7 al 10 giugno 1994, riaffermiamo con la presente il nostro impegno a favore dell'educazione per tutti, consapevoli che necessario ed urgente garantire l'educazione, nel sistema educativo normale, dei bambini, dei giovani e degli adulti che hanno bisogni educativi speciali e approviamo il Piano di Azione per l'educazione e i bisogni educativi speciali , con la speranza che lo spirito delle sue disposizioni ed esortazioni guidi i governi e le organizzazioni….». 117
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