Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ girandosi verso la lavagna disse al suo allievo: «Tranquillo, Carmelo, te lo spiego finché non l’avrai capito!». In quell’attimo accadde qualcosa di incredibile. A Carmelo si aprì la mente, si acuì l’attenzione e comprese tutto ciò che la sua insegnante gli andava spiegando. Ma, in più, si aprì il cuore alla commozione e lo investì un moto d’amore che si tradusse nella precisa volontà di volerla emulare, di voler diventare anche lui, un giorno, un insegnante, perché quello era per certo il più bel lavoro che si potesse immaginare su questa terra. In verità nulla era da lei dovuto, nessun obbligo aveva la sua professoressa verso quello studente testardo, eppure era come se lo amasse di un amore immateriale e purissimo, fondato soltanto nel Bene, nella speranza di un suo futuro migliore, nella volontà di offrire un aiuto nella più limpida e trasparente gratuità. Carmelo mantenne la parola e volle raccontarmi che la sua era stata una scelta consapevole, originata da quell’atto di amore della sua insegnante, di cui ora aveva raccolto il testimone. Ecco, in quella risposta di Carmelo, in quel suo dichiarare di non aver capito, era sottesa una richiesta: «Accompagnami, stammi vicino, aiutami a conoscere», che la sua insegnante sentì chiaramente, percepì col suo cuore profondo e vi corrispose. Questa richiesta – sussurrata o silente – è quasi sempre presente ed è ancor più intensa – epperò talora più difficile a sentirsi, più fievole – quando proviene da uno studente in difficoltà. Accade di frequente così: i più deboli, il più delle volte, non riescono neppure a invocare aiuto: o perché hanno perso la speranza di ottenerlo o perché non hanno più la forza di chiederlo. Sono loro, gli ultimi tra i deboli, i più fragili, coloro verso i quali occorre esercitare con maggior forza e consapevolezza l’azione pastorale. La prima caratteristica dell'azione pastorale è di essere azione , non puramente pratica , ma prassi simbolica ossia da una parte è pratica volta a edificare la comunità (come ekklesìa ), d’altra è volontà di cambiare il mondo delle rappresentazioni mediante simboli che esprimono la forza del nostro credere. In secondo luogo, l'azione pastorale è l'attualizzazione della prassi cristiana, di solidarietà, di amore fraterno. I docenti sono coloro ai quali è stata affidata la responsabilità della conduzione della comunità scolastica (così come la comunità cristiana) e che si prendono cura di essa. 2. Come interpretare l’inclusione scolastica alla luce dell’azione pastorale? È ancora Nosengo, nei suoi scritti sulla pastorale, a individuare diversi passaggi per svolgere compiutamente il tema e illustrare come procedere. Tra i vari argomenti in cui articola l’azione pastorale, cita: a) La natura e il contenuto; b) Il metodo proprio; c) I soggetti ai quali si rivolge. 2.1. La natura e il contenuto 115

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