Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ strumento per la diffusione del sapere e l’insegnamento teoretico astratto, anche e soprattutto come mezzo e ambiente per la formazione della persona , per la promozione delle sue crescite personali. E questo indistintamente per tutte le persone, senza distinzioni di punti di partenza» 4 . La sintesi tra questi piani diversi – quello tecnico-scientifico e quello interiore, ma anche quello della prassi e della teoria – deve portare a comportamenti coerenti, non a un dualismo che separa in parti la realtà. Occorre mirare ad unificarsi: non può esservi una tensione verso un buon operare dal punto di vista tecnico e un comportamento morale scorretto, né una prassi che non rispecchi la teoria. L’ideale del buon insegnante è di divenire modello di virtù. Questa osmosi che si realizza a scuola, verso i ragazzi e tra i ragazzi, ha il suo fulcro in quella che nella letteratura pedagogica viene denominata la “relazione educativa”. 1. La relazione educativa Per comprendere a fondo il significato dell’esperienza scolastica occorre porre al centro il valore fondamentale della relazione educativa (Laporta, 2000; Baldacci, 2012), fulcro dell’esperienza formativa che dà senso ad ogni strumentalità e, allo stesso tempo, è cornice che abbraccia e include tutti i “fattori pedagogici”. Si tratta di quel peculiare tipo di legame tra educatore ed educando, che si crea naturalmente e inevitabilmente nei diversi contesti formativi, attraverso il quale avviene sia il processo di trasmissione culturale delle conoscenze, e di sviluppo delle competenze, sia quello di socializzazione. È la relazione educativa che detta i comportamenti di ciascuno dei due soggetti, i quali divengono reciprocamente maestro ed allievo soltanto all’interno di tale ambito specifico con ruoli differenti, ma di pari importanza (Laporta, 2000). Una relazione all’insegna della reciprocità, all’interno di una dimensione asimmetrica, che si caratterizza come luogo di scambio, di cooperazione e di collaborazione tra educatore ed educando. Fin qui, il concetto caratterizzato scientificamente. Vi è un quid ulteriore da mettere a fuoco. Nosengo afferma che «il primo elemento necessario per fare di un rapporto qualunque un rapporto educativo è l’intenzione educativa», aggiungendo che, «mancando questa, il rapporto non nasce o, se nato, cessa» 5 . In tale intenzione si cela l’elemento spirituale. Quando si realizza, infatti, una “relazione educativa”? Quando, ad esempio, uno scambio informativo si trasforma in un colloquio formativo . E, affinché questo accada, occorre che si palesi “cura educativa” ossia che nella persona che guida la relazione si manifesti un sentimento di profondo interesse verso l’altro, teso a farsi carico del suo immediato sviluppo, affinché possano sbocciare al meglio tutte le potenzialità della persona che ci è 4 G. N OSENGO , La pastorale … op. cit., p. 46 [il corsivo è nostro]. 5 G. N OSENGO , La persona umana e l’educazione , La Scuola, Brescia 1967, p. 122. 113
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