Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ In un suo scritto su La pastorale della Scuola Secondaria, Nosengo indica che «l'azione pastorale nella Scuola si deve svolgere in cinque direzioni: 1) Verso e attraverso gli studenti; 2) Verso e attraverso gli Insegnanti di religione; 3) Verso e attraverso gli insegnanti laici cattolici; 4) Verso e attraverso le famiglie; 5) Verso e attraverso gli ordinamenti» 1 . C’è quindi un’azione pastorale che deve svolgersi verso i giovani, attraverso gli insegnanti e il loro insegnamento, e anche tra i giovani, attraverso loro stessi. Per tutti coloro che vivono l’esperienza scolastica – insegnanti e studenti – «il primo luogo di impegno è la vita quotidiana della classe, dove si possono costruire insieme percorsi culturali attivi e condivisi, e relazioni interpersonali di rispetto e di reciproco aiuto, con particolare attenzione a chi è più debole» 2 . Ma qual è l’elemento sostanziale dell’esperienza scolastica, che innerva e vivifica tanto i percorsi culturali quanto le relazioni interpersonali? Nell’epoca in cui ci troviamo, la questione che occorre mettere prima di tutto a fuoco per orientare l’azione pastorale è questa: la scuola ha una sua dimensione morale, radicata nello Spirito. Ciò significa che la conoscenza non si sostanzia solo di scienza e tecnica, ma soprattutto che vi è una dimensione spirituale del conoscere, che si svolge a livello individuale e comunitario: una dimensione, cioè, che va oltre una mera visione solidaristica, fatta di un mutuo scambio di attenzione, condita di un’emotività psicologicamente vibrante, sullo sfondo di un’etica laica imbevuta di materialismo sociologicamente impegnato. Si tratta di una reale dimensione spirituale, metafisica ma presente o, in altri termini, di una trascendenza immanente, che, se vissuta coscientemente, è in grado di trasformarci e di trasformare i nostri rapporti con gli altri, progredendo nella conoscenza e condividendo tale crescita con la comunità nella quale prestiamo la nostra opera educativa. «Non ci si inserisce nelle istituzioni e non si opera con efficacia dal di dentro delle medesime se non si è scientificamente competenti, tecnicamente capaci, professionalmente esperti». Ma allo stesso tempo «si richiede che gli esseri umani, nell’interiorità di se stessi, vivano il loro operare a contenuto temporale come una sintesi di elementi scientifico-tecnico-professionali e di valori spirituali » 3 . «La scuola […] si avvia ad essere o, almeno, a dover essere sempre più un “servizio alla persona”. Deve quindi essere riconosciuta, riscoperta e potenziata la funzione della Scuola, oltre che come 1 G ESUALDO N OSENGO , La pastorale della Scuola Secondaria come pastorale verso i professori , in «Orientamenti Pastorali», n. 6, Novembre - Dicembre 1984, p.45. 2 Per la Scuola. Lettera agli Studenti, ai Genitori, a tutte le Comunità educanti , a cura della Commissione C. E. I. per l'educazione cattolica, la cultura, la scuola e l’università, in «Notiziario CEI», n. 6, 10 giugno 1995, p. 222. 3 G IOVANNI XXIII, Discorso ai laureati cattolici , 4 gennaio 1964, in G. N OSENGO , La pastorale .., op. cit., p. 48 [il corsivo è nostro]. 112
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