Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ Esse, se si chiudono in se stesse, appassiscono e muoiono. Lavorare, dunque, affinché la scuola sia veramente se stessa, fino in fondo, significa lavorare perché in essa maturino tutti «i germi di verità, riconciliazione, solidarietà, attenzione alla persona, intravisti come germi del regno» (ivi, n.17) e nei quali Cristo, Verbo creatore di tutto ciò che esiste di vero e di bene, è presente fin dal principio. «Continuiamo a credere nella ricerca fatta insieme, a condizione che essa non si accontenti dell’accordo sul minimo consenso contrattabile, ma accetti le dinamiche - talora difficili - di un cammino nel quale le differenze contribuiscono lealmente alla costruzione di un orizzonte comune di significati, per il bene dei giovani» (Per la scuola, n.4). «Questo significa che ogni intervento pastorale dovrà basarsi su un ascolto attento e continuativo della vita scolastica» (Fare pastorale della scuola oggi in Italia, n.17). Non è assolutamente condivisibile l'idea di imporre dall’alto schemi precostituiti, elaborati all’esterno della scuola. Sono gli stessi soggetti del processo educativo a dover e poter elaborare, in base alla profonda conoscenza del proprio specifico contesto di riferimento, un progetto pastorale adatto all’ambiente in cui si trovano ad operare. Questo non soltanto in riferimento alla scuola in generale, ma ad ogni singolo istituto. Oggi il discorso sull’autonomia sollecita i cristiani a prendere più profonda consapevolezza non soltanto della loro vocazione educativa, ma delle caratteristiche che essa deve assumere in riferimento al livello e al tipo di studi, alle esigenze del territorio, al contesto culturale, alle situazioni economico-sociali in cui vivono gli alunni, etc. L’impegno di ascolto, a cui accenna il documento dell’Ufficio della CEI, richiede dunque maggiore attenzione, sensibilità umana e lucidità. Finché il centro di gravità degli interessi del soggetto - sia esso alunno, professore, collaboratore scolastico o Dsga - sarà fuori della scuola, finché essa sarà soltanto un posto di lavoro da cui “fuggire” al suono della campana, non ci sarà neppure la premessa per un simile atteggiamento di ascolto. Pertanto, il primo obiettivo del Servizio di Pastorale Scolastica è la costituzione di alleanze educative con tutti i soggetti della scuola, dirigenti, personale ATA, insegnanti, studenti e famiglie, ma anche con le comunità (parrocchie, istituzioni, associazioni, gruppi) di riferimento delle singole scuole, per promuovere una formazione umana integrale, come già previsto dalla normativa scolastica per i vari ordini e gradi. I soggetti della Pastorale I soggetti della pastorale scolastica sono diversi – studenti (alunni), famiglia, dirigenti, docenti, personale ausiliario - e diverse saranno naturalmente le modalità con cui la comunità cristiana presterà attenzione a ciascuno di essi. Occorre però sottolineare che, prima ancora che essere destinatari di possibili interventi in loro favore, ciascuno di loro è chiamato ad essere protagonista in prima persona per la propria crescita personale e 105

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