Vivere la testimonianza di Don Lorenzo Milani a cento anni dalla nascita

43 VIVERE LA TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI A CENTO ANNI DALLA NASCITA Chi crede, su diversi piani, nel valore Chiesa e in quello della scuola, si trova talvolta in imbarazzo di fronte ai modi e agli argomenti di questo ebreo convertito al cristianesimo, polemico e obbediente, pittore mancato, fattosi prete e poi maestro anomalo, in modo imprevedibile e geniale. Se l’epoca che cominciò a glorificarlo e a combatterlo, forse senza capirlo pienamente, era caratterizzata da un’intensa e passionale elaborazione ideologica del disagio, dell’ingiustizia sociale e delle prospettive di lotta per un suo superamento, la nostra epoca è piuttosto appiattita su visioni depressive e rinunciatarie, o sulla difesa unilaterale dei propri mal garantiti diritti, senza farsi veramente carico dei doveri verso gli altri e verso un bene comune esteso, col dovuto gradualismo, a tutta la famiglia umana, dell’oggi e del domani, come recitano i nuovi artt. 9 e 41 della Costituzione, approvati definitivamente dalla Camera l’8.2.2022, che aprono ad una nuova visione del futuro. L’impegno a vivere la testimonianza di don Milani, nella catechesi di Papa Francesco Papa Francesco è stato chiaro nel sollecitare, in un suo scritto del 17 ottobre 2015, tutti i cattolici: «Il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione. Proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Questo cammino è iniziato con la convocazione in Sinodo dell’intera Chiesa, dal Papa il 10 ottobre 2021, sulla base di questo interrogativo di fondo: »Come si realizza oggi, a diversi livelli, (da quello locale a quello universale) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale». Fra le molte elaborazioni, riflessioni e proposte che si stanno facendo in questo ultimo anno sinodale che si concluderà aprendosi al 2025, anno del Giubileo della speranza, si tratterà di valutare come dare un seguito concreto a questo convegno interassociativo di Firenze del 2023. Così scrive un messaggio uscito dall’ultima sessione sinodale dei vescovi: «La croce è, infatti, l’unica cattedra di Colui che, dando la vita per la salvezza del mondo, ha affidato i suoi discepoli al Padre, perché “tutti siano una sola cosa” (Gv 17,21). Saldamente uniti nella speranza che ci dona la Sua risurrezione, Gli abbiamo affidato la nostra Casa comune dove risuonano sempre più urgenti il clamore della terra e il clamore dei poveri: “Laudate Deum!”, ha ricordato Papa Francesco proprio all’inizio dei nostri lavori». «Nella comunità cristiana abbiamo bisogno l’uno dell’altro e ogni dono ricevuto si attua pienamente se condiviso con i fratelli per il bene di tutti». (1° ott 2014 udienza generale). Un discorso chiaro, intenso e illuminante per un fecondo lavoro di gruppo e d’intergruppo si può ricavare da alcune citazioni di un recente discorso del Papa. Discorso fatto alla Curia romana il 21. 12. 2023, in occasione del Natale «Ascoltare, discernere, camminare: tre verbi per il nostro itinerario di fede e per il servizio che svolgiamo». 1) Ascoltare con il cuore è molto più che udire un messaggio o scambiarsi delle informazioni; si tratta di un ascolto interiore capace di intercettare i desideri e i bisogni dell’altro, di una relazione che ci invita a superare gli schemi e a vincere i pregiudizi in cui a volte incaselliamo la vita di chi ci sta accanto. Ascoltare è sempre l’inizio di un cammino. Il Signore chiede al suo popolo questo ascolto del cuore, una relazione con Lui, che è il Dio vivente. 2) Discernere L’ascolto reciproco ci aiuta a vivere il discernimento come metodo del nostro agire. Ecco, per tutti noi è importante il discernimento, questa arte della vita spirituale che ci spoglia della pretesa di sapere già tutto, dal rischio di pensare che basta applicare le regole, dalla tentazione di procedere, anche nella vita della Curia, semplicemente ripetendo degli schemi, senza considerare che il Mistero di Dio ci supera sempre e che la vita delle persone e la realtà che ci circonda sono e restano sempre superiori alle idee e alle teorie. La vita è superiore alle idee, sempre. Abbiamo bisogno di praticare il discernimento spirituale, di scrutare la volontà di Dio, di interrogare le mozioni interiori del nostro cuore, per poi valutare le decisioni da pren-

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