Vivere la testimonianza di Don Lorenzo Milani a cento anni dalla nascita

10 VIVERE LA TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI A CENTO ANNI DALLA NASCITA Vengono a Barbiana tanti studenti e insegnanti e ci chiedono: tutto questo come si fa? Come si fa a portare scintille di una scuola così speciale anche nelle nostre che sono pesanti, soffocate dalla burocrazia, dall’INVALSI, dal susseguirsi di leggi sempre nuovi e ministeri con nomi diversi. Don Lorenzo dà una risposta meravigliosa «per insegnare bisogna Essere» Essere con la E maiuscola, capire chi si ha di fronte, cercare di cogliere il futuro negli occhi di quel ragazzo e di quella ragazza. Guardate che se voi cogliete il futuro in quel ragazzo e ragazza, gli fate capire che anche loro hanno una competenza, ed essi non si allontaneranno mai dalla voglia di studiare, di ricercare, di conoscere perché capiscono che anche loro possono essere indispensabili e migliorare questo pezzettino di mondo. È importante far capire che bisogna avere gli occhi sul mondo per comprendere tutto ciò che ci circonda e prendersene cura. Su una parete della scuola vi era riportata la frase di un bambino cubano: «yo escribo porque me gusta estudiar. El niño que no estudia no es buen revolucionario». «Io studio perché mi piace studiare. Il ragazzo che non studia non è un buon rivoluzionario». Don Lorenzo ha fatto capire a questi figli di nessuno che la scuola fa diventare cittadini sovrani, e la conoscenza è rivoluzione. A scuola si deve imparare tutti i giorni a fare la rivoluzione non quella violenta che mette a soqquadro la città e a fiamme e fuoco le scuole, ma la rivoluzione che permette di cambiare in meglio per la maggior parte delle persone il pezzettino di società in cui si opera, qualsiasi sia il nostro ruolo. Conoscere per cambiare, per migliorare, per prendere il manubrio del mondo, diceva il mio babbo, e sterzarlo anche soltanto di un grado. chiunque sapeva a che cosa servisse la scuola e da dove si doveva partire e si partiva sempre dai ragazzi e dalle ragazze, perché a Barbiana c’erano anche le bambine. Educare alla grandezza vuol dire fa capire ai ragazzi e alle ragazze che se io mi innamoro della conoscenza, se io domino la parola, riesco a raccontare intanto chi sono, quali sono le mie esigenze, le mie necessità e le mie paure. Don Lorenzo costruisce una piscina, nel gigantismo barbianese era una vasca di 2 metri per 8, ma era una piscina per togliere la paura dell’acqua ai bambini di montagna. I montanari non avevano mai visto il mare in vita loro, allora porto a Barbiana il mare anzi ce lo costruiamo noi il mare ed è il mare, «come scrive alla mamma», più bello di quello dei signori che vanno a Viareggio, perché il nostro mare profuma non solo di salsedine ma anche di montagna. Ecco, educare alla grandezza vuol dire far capire che non importa dove si nasce, da dove si viene e quali sono le nostre possibilità, ma con la conoscenza e la parola puoi andare in qualsiasi parte del mondo e confrontarti con chiunque.

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