9-10 Settembre-Ottobre 2025

1 non solo un motto, tra l’altro storicamente caro alla nostra Unione, ma soprattutto una spinta a rilanciare la missione dei docenti nella Scuola in una prospettiva tanto antica quanto estremamente attuale. Proporre e sperimentare insieme ad alunni e studenti il «perché» e il «come» delle azioni umane nei diversi contesti, dalla sezione all’aula, dallo spazio-scuola ai diversi spazi dell’extra-scuola con i quali gli istituti scolastici si coordinano in azioni sinergiche, devono tornare a rappresentare oggi l’essenza dell’agire educativo, che si accompagna e si integra con l’agire didattico. Educare e istruire devono costituire un binomio inscindibile senza il quale oggi la scuola rischia di perdere il contatto con la realtà. Le nuove generazioni hanno la possibilità di ritrovarsi e crescere in una pluralità di contesti nei quali apprendono linguaggi e modalità che accrescono il loro bagaglio di vita, ma che necessitano di raccordo e coordinamento, quel compito che proprio la scuola, nella sua dimensione globalmente educativa deve assolvere. Istruire educando o educare istruendo, due volti di una stessa medaglia che posizionano la Scuola ancora oggi, speriamo sempre, come la principale agenzia formativa dei giovani, al passo con loro e con i loro bisogni, misurandosi con la complessità e impegnandosi a governarla. Nelle esperienze maturate con colleghi di diversi contesti territoriali sono stati progettati percorsi didattico-educativi sulle più varie tematiche afferenti il concetto di educazione e cura. È interessante scoprire come una buona parte di questi percorsi, alla domanda di potessero essere i bisogni educativi degli studenti, tutti si siano indirizzati verso l’aspetto emotivo e questo non solo per ragazzi adolescenti, ma anche pre-adolescenti o ancora bambini. Si avverte crescente il bisogno, espresso dai discenti e raccolto dagli insegnanti, di parlare In questi ultimi anni, nelle molteplici esperienze formative condotte in ambienti ucimini e più generalmente scolastici e universitari, con la partecipazione di docenti di diversi ordini e gradi scolastici, proponendo laboratori di Didattica delle Educazioni, spesso accompagnati da riferimenti all’«Area antropologica» in un’ottica culturale piuttosto ampia e variegata, si avverte come crescente la necessità di percorrere la tematica educativa in tutte le sue declinazioni per riportarla al centro della professione docente. Troppo spesso, infatti, quest’ultima è maggiormente curvata verso la didattica pura e non adeguatamente interessata agli aspetti che afferiscono alla motivazione che deve spingere i discenti a cercare nei percorsi educativi l’applicazione pratica dei contenuti disciplinari tout court. Questi, infatti, oggi più che mai, devono essere resi significativi, come ci ha indicato la didattica per competenze, devono cioè rendere chiaro agli studenti quali risvolti e quale esplicazione possono avere all’interno di un percorso formativo e di vita che essi stanno costruendo. E ciò può avere luogo soltanto se i contenuti si fanno esperienza, diventano cioè occasione di sperimentazione e, al contempo, di nuova conoscenza applicata e di sviluppo di competenza. I percorsi educativi, nel senso ampio del termine, se ben progettati e resi davvero trasversali alle discipline, possono essere efficaci in tale direzione. L’educazione deve ritornare ad essere un aspetto imprescindibile della missione del docente, un aspetto che deve accompagnare tutti i momenti della didattica, che deve farsi essa stessa didattica praticando quei principi di intenzionalità e responsabilità che le sono propri e che caratterizzano l’azione umana guidata e resa consapevole. Ripartire dall’educazione oggi può essere RIPARTIRE DALL’EDUCAZIONE Giuseppe Chiaromonte, Vicepresidente nazionale Editoriale LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2025

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