Settembre-Ottobre-2013

1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2013 E d i t o r i a l e Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM «F are scuola oggi significa mettere in relazione la complessità di mo- di radicalmente nuovi di appren- dimento con un’opera quotidiana di guida, attenta al metodo, ai nuovi media e alla ri- cerca multi-dimensionale». Così recitano le «Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione» , cui dedichiamo questo numero de «La Scuola e l’Uomo». Esse costituiscono un deciso passaggio dai programmi imposti dallo Stato centrale a percorsi formativi generati dall’autonomia scolastica, dal profilo delle competenze al termine della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado; indicano inoltre i traguardi per lo sviluppo delle competenze relative ai campi di esperienza ed alle discipline. Si dice, infatti, nelle Indicazioni: «Nel ri- spetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le Indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuo- le. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scel- te relative a contenuti, metodi, organizza- zione e valutazione coerenti con i traguardi formativi previsti dal documento nazionale» . Il capitolo iniziale « Cultura Scuola Perso- na » costituisce l’essenza dell’impianto com- plessivo delle Indicazioni. È argomentato su quattro temi: La scuola nel nuovo scenario, Centralità della persona, Per una nuova cit- tadinanza, Per un nuovo umanesimo . La « Scuola nel nuovo scenario » eviden- zia il passaggio da una società stabile a una società caratterizzata da cambiamenti e di- scontinuità, per gli ambienti in cui la scuola vive, i processi di identificazione e di diffe- renziazione, le delicate dimensioni del- l’educazione e i comuni intenti educativi. Il testo mette in risalto l’allargamento del- l’orizzonte territoriale della scuola, con una moltitudine di culture e lingue presenti, che richiedono « la pratica dell’uguaglianza, il riconoscimento delle differenze e l’eser- cizio di una piena cittadinanza ». Si ricono- sce, inoltre, che la scuola non è l’unico vei- colo per la trasmissione delle informazioni e dell’apprendimento e che fare scuola deve significare sia « curare e consolidare le com- petenze e i saperi di base […] che curare un giusto approccio con gli strumenti informa- tici, poiché ogni persona si trova nella ne- cessità di riorganizzare e reinventare i pro- pri saperi, le proprie competenze ». Quale il compito della scuola in tali sce- nari? Offrire agli studenti occasioni di appren- dimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base, strumenti atti a selezionare le in- formazioni, autonomia di pensiero. Per evi- tare che la differenza si trasformi in disu- guaglianza occorre sostenere le forme di di- versità « senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali », impe- gnandosi a rimuovere gli ostacoli di qualsia- si natura che possano impedire « il pieno sviluppo della persona umana ». «Centralità della persona» Chi, se non la scuola, deve porre al cen- tro la persona? Già nei programmi della scuola media del 1979 «promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino», «sviluppare la personalità in tutte le direzioni» sono concetti chiari e assodati. Ormai la scuola era molto lontana «INDICAZIONI» PER FARE SCUOLA

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