Settembre-Ottobre-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 36 IL FILO ROSSO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN ITALIA Lauretta Valente, Presidente nazionale Associazione CIOFS-FP Introduzione L a nuova normativa sull’apprendistato e la prospettiva del MIUR di dare vita a Poli Formativi ancora da configurare e da comprendere, riportano nel cantiere del sistema educativo del Paese la necessità della interazione con il territorio. L’urgenza di portare a confronto, nel contesto della formazione e dell’istruzione, la vita civile ed economica del Paese e non solo, spinge ad ulteriori nuovi ripensamenti. È quanto emerso a Catania, nei giorni 5 - 7 settembre u.s. durante il seminario su «L’apprendista- to nel sistema dell’IeFP e nell’inserimento occupazionale», promosso da FORMA (Asso- ciazione nazionale voluta dai Vescovi italia- ni) e realizzato dal CIOFS-FP (Centro Italia- no Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale). All’iniziativa hanno parteci- pato, in videoconferenza, il Ministro del La- voro On.le Elsa Fornero e di persona il Sot- tosegretario On.le Elena Ugolini, con inter- venti significativi e orientativi in rapporto al tema. Nel confronto - che ha visto la presenza delle Istituzioni locali e nazionali, degli Enti storici della FP (Formazione Professionale), degli Enti pubblici nazionali di ricerca e as- sistenza tecnica (ISFOL, Italia Lavoro), delle aziende (Confesercenti, …), delle Organiz- zazioni Sindacali nazionali, … - si è sottoli- neata l’urgenza della formazione professio- nale per i giovani. Occorre offrire loro la possibilità di un inserimento occupazionale anche precoce, a condizione che non venga precluso il progresso formativo sia in senso orizzontale che verticale, scongiurando, nel contempo, lunghi periodi di attesa per il conseguimento, a volte faticoso e protratto, di un diploma o di una laurea, allontanando sempre di più l’ingresso professionale nella società. 1 - Breve profilo La storia della formazione professionale in Italia traccia un filo rosso sulle circostan- ze che nei diversi periodi hanno, di volta in volta, emarginato, sfruttato o strumentaliz- zato larghe fasce di giovani (1). L’obiettivo è stato costantemente quello di consegnare loro una chiarezza di identità attraverso un mestiere riconosciuto, una qualifica certifi- cata o una possibilità di sperimentarsi nel lavoro attraverso una intermediazione for- mativa adeguata. L’impegno nella FP è stato condotto da molti Enti storici raggruppati attualmente in due confederazioni nazionali che si ricono- scono nei principi della Dottrina Sociale del- la Chiesa: FORMA e CONFAP (Confederazio- ne Nazionale formazione Aggiornamento Professionale). Di quest’ultima fanno parte le associazioni fondate dai Santi sociali nell’800 e primi anni ‘900 (2). Queste organizzazioni, ai fini di perfezio- nare e conferire alla FP un assetto peculia- re, alternativo e complementare a quello scolastico, hanno dato vita ad una speri- mentazione nazionale negli anni 2.000 – 2010. Raccogliendo e organizzando la ric- chezza storica di cui sono depositari, hanno conseguito l’obiettivo portando la FPI (For- mazione Professionale Iniziale) a una confi- gurazione unitaria, scientificamente fonda- ta sotto l’aspetto culturale, pedagogico e didattico. 1) G HERGO F., Storia della formazione professionale in Italia 1947-1997 (Studi Progetti Esperienze per una nuova formazione professionale) vol. I e II, Roma, CIOFS-FP, CNOS-FAP, 2011. (2) B OSCO T., I cristiani e il lavoro , Elledici, 2006.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=