Settembre-Ottobre-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 34 proccio educativo ancora in fase di sviluppo di insegnamento e apprendimento dove la disciplina è insegnata attraverso una lingua diversa da L1). I campi di azione intorno a cui ruota il CLIL sono quindi due: il contenuto e la lin- gua. Ne consegue che, oltre allo sviluppo di abilità che lo studente mette in atto nelle costruzione del proprio apprendimento, è presente l’abilità a comunicare contenuti e idee di discipline quali tecnologia, arte, scienze, in una lingua diversa dalla propria. La differenza sta nel fatto che la lingua e il contenuto vengono appresi contempora- neamente , per cui l’approccio, le metodo- logie e le strategie di apprendimento e di insegnamento devono necessariamente es- sere diverse sia da quelle utilizzate nell’in- segnamento tradizionale delle lingue che da quelle in uso nella didattica disciplinare in lingua madre. Se utilizzare la metodologia CLIL non si- gnifica insegnare una disciplina in una lin- gua straniera, l’approccio assume quindi ri- levante importanza per raggiungere in ma- niera efficace gli obiettivi prefissati, per non creare alienazioni e abbandoni. Partendo dal presupposto che l’alunno non abbia grandi capacità di utilizzo della lingua straniera, l’azione didattica dovrà subire una svolta: non ha senso parlare di cose che l’allievo non comprende, per cui la prima domanda che il docente si deve porre è «Cosa l’alunno sa fare utilizzando la lingua straniera?». Il linguaggio da con- siderare è quello posseduto dall’alunno, non quello di cui dispone l’insegnante. Si realizza così uno spostamento dell’atten- zione dall’attività di insegnamento del do- cente sul processo di apprendimento dell’alunno. Questo è ciò che gli studiosi chiamano il «Core CLIL Construct» (Co- strutto di base del CLIL; Ting 2011). Ma anche il contenuto deve essere reso com- prensibile. Preoccuparsi di rendere com- prensibile sia il linguaggio che il contenuto è la sfida più grande che gli insegnanti CLIL devono affrontare nel guidare gli al- lievi a costruire il proprio bagaglio di co- noscenze in un processo di apprendimento e uso della lingua per parlare di un conte- nuto. Per rendere il contenuto comprensibile è necessario che esso venga spezzettato in unità semplici ma basilari per la disciplina, eliminando i dettagli che porterebbero a un sovraccarico di informazioni; unità che sia- no «chewable and digestible», (masticabile e digeribile), come dice Teresa Ting, una delle massime esperte di CLIL. Nella mente dell’alunno deve passare un concetto portante alla volta, «the core con- cept», il concetto di base, in modo che egli lo acquisisca in maniera consapevole. Il ca- rico di informazioni deve essere essenziale, non elevato, altrimenti l’alunno si scorag- gia, perde la motivazione e i risultati sono fallimentari. Al contrario, un approccio «chewable and digestible» porta ad un «effective lear- ning», a un apprendimento efficace, con l’acquisizione di quei concetti chiave che consentono di operare all’interno della di- sciplina e che pongono le basi per «future developments»; proprio perché ben assimi- lati, tali concetti possono essere rielaborati autonomamente, ampliati e usati in conte- sti diversi. Si è detto che in ambiente CLIL assume uguale importanza che gli allievi registrino progressi sia nell’apprendimento del con- tenuto che nell’apprendimento ed uso del- la lingua; per cui usare la lingua per impa- rare è ugualmente importante che impara- re a usare la lingua (Coyle, Hood and Marsh 2011). Gli insegnanti che si appre- stano ad operare in ambiente CLIL dovran- no quindi essere pronti a supportare un apprendimento linguistico «in context», che a volte può non essere in linea con lo studio della lingua come disciplina a sé. Se, ad esempio, agli allievi è richiesto nel contesto di fare ipotesi, sarà cura dell’in- segnante fornire gli strumenti per affron- tare il contesto presentato, qualora nel syllabus della disciplina questo argomento non fosse ancora stato studiato. Questa riorganizzazione è determinata dal fatto che in ambiente CLIL gli allievi sono inco- raggiati ad interagire con i compagni e con l’insegnante nella costruzione dei loro ap- prendimenti attraverso la lingua straniera, per cui devono essere in grado di utilizza- re la lingua nel contesto.

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