Settembre-Ottobre-2012

13 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 quelle dell’Italia, che soffre di una trenten- nale «disattenzione» da parte del mondo della politica. Di qui la più grave crisi di le- gittimazione politico-istituzionale del dopo- guerra, che ci ha colpito insieme alla crisi finanziaria ed economica esplosa nel 2008. La genesi dell’ARDeP, vent’anni fa È per tentare di colmare questo vuoto che l’ARDeP è nata, poco dopo il «settem- bre nero» del 1992, nel quale l’Italia rischiò la bancarotta. Nel CNPI cercammo inutil- mente di far approvare un ordine del giorno elaborato dall’Ufficio di presidenza, a so- stegno della manovra con cui l’allora presi- dente del Consiglio Amato si proponeva di salvare la lira e di avviare la riduzione del debito. Di fronte alla minaccia di default e all’afasia del CNPI, il 26 settembre mi deci- si a compiere un gesto insolito: il versamen- to al Tesoro, con conto corrente postale, del 10% del mio stipendio, con la motivazio- ne: «contributo volontario al risanamento del bilancio dello Stato». Ricordavo che Mussolini, nel 1935, chiese e ottenne anche da mia madre il dono dell’ «oro alla Patria», per fare una guerra colo- niale; la Repubblica italiana invece non è stata capace di chiedere e di offrire questo «oro» per fare la pace fra italiani, quando la crescita abnorme del debito pubblico ha messo in pericolo le sorti dell’Italia. Non si è dato il giusto rilievo né alla giustizia, né alla solidarietà, né al senso dello Stato, né alla logica del dono. Si è vissuti, come poi si è fatto sempre più chiaro, al di sopra delle proprie possibilità, facendo debiti da met- tere sulle spalle di figli e nipoti. Fra i fon- datori dell’Associazione c’erano Mario Bo- schi, dirigente dell’AIMC e della CISL e Lu- ciano Sgobino, presidente dell’AGE, oltre a Paolo Mazzanti e Daniele Rossi di Confindu- stria, Giacomo Fidei, Anna Corbi, Fernando Boccagna del Ministero della PI, Giancarlo Arcieri, bancario e Lucio Leboffe, del Mini- stero delle Finanze. Nel citato sito (www.ardep.it) sono leggibili e scaricabili i libri La tunica e il mantello , del sottoscritto e L’Oro alla patria , di Mazzanti, in cui si do- cumentano le ragioni e gli eventi che hanno caratterizzato il primo decennio di vita del- l’associazione, impegnata in questo «esperi- mento sociale». È stata l’ARDeP a chiedere e ottenere che il Tesoro istituisse un capitolo (il 3330) abilitato a ricevere le donazioni dei cittadi- ni, per alleggerire il carico del debito, nel Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato , istituito dalla legge 432/1993. L’idea è ora ripresa e sviluppata daIl’ex banchiere Pietro Modiano, ora presidente di Nomisma. Il programma dell’ARDeP era essenzialmen- te educativo , ma non retorico. Anzi: il «vo- lontariato fiscale» voleva indicare che non bastavano belle parole al vento, ma gesti e testimonianze a tutti i livelli, a cominciare dal proprio portafoglio. Ciò valeva in parti- colare a partire dai portafogli più gonfi, che però sono spesso i più renitenti ai doveri fi- scali. Un programma allora trascurato, ora di sorprendente attualità Lo studio e l’impegno sul piano tecnico e politico, per affrontare l’aumento del debi- to come emergenza civile, richiesero l’ela- borazione, sia in bozza sommaria, di un pia- no straordinario che doveva comprendere: - una campagna di informazione e di educazione civica, che si denominò Adottia- mo l’Italia per meritare l’Europa : si tratta- va di concentrare l’attenzione su ciò che ci unisce e non su ciò che ci divide, su ciò che si può fare nel futuro e non solo su ciò che si è trascurato, rubato o sprecato nel passa- to; e di offrire una percezione anche visiva della costruzione storica che Stato e citta- dini stanno insieme realizzando; - la trasformazione del Fondo per l’am- mortamento dei titoli di Stato in Fondo per la riduzione del debito pubblico , da gestire in modo manageriale, a cui convogliare il frutto di operazioni condotte con piani defi- niti, relative a: 1) privatizzazioni e valoriz- zazione del patrimonio pubblico non strate- gico, 2) ricupero dei patrimoni della crimi- nalità organizzata e di quanto sottratto dai corruttori, 3) affitto di quella parte del pa- trimonio museale che non si riesce ad esporre e a conservare in modo dignitoso, 4) oblazioni volontarie, riconoscibili con una sorta di albo d’onore, 5) lotta all’evasione,

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=