Settembre-Ottobre-2012
rosi Paesi, e soprattutto a causa della pre- occupante crescita, nell’intera Europa, di formazioni politiche irresponsabili che si op- pongono ai sacrifici, denunciano le misure di controllo della spesa che tutti i Paesi del- l’area euro si sono impegnati a rispettare, e in alcuni casi auspicano l’abbandono della moneta unica e il ritorno alle precedenti valute nazionali (si veda il punto 5 del pre- cedente paragrafo). La zavorra che appe- santisce l’economia ita- liana . Se per i Paesi eu- ropei in crisi l’avvio della crescita economica costi- tuisce un compito diffici- le, per l’Italia alle diffi- coltà comuni a tutti se ne aggiungono alcune che negli altri Paesi sono as- senti o incidono in misura molto minore. L’Italia è ai vertici delle classifiche mondiali relative al rap- porto debito/Pil, alla pressione fiscale com- plessiva sulle imprese, al- la corruzione della classe politica e dell’alta buro- crazia, al potere della criminalità organiz- zata, all’inefficienza del sistema giudizia- rio, all’evasione fiscale, ai costi della politi- ca, all’inefficienza e ai costi della pletorica macchina burocratica. L’elenco sarebbe molto più lungo; concludo ricordando anco- ra una volta che nemmeno i politici più one- sti e intelligenti potrebbero combattere con successo questi mali, se non venisse elimi- nata la disinformazione dei cittadini riguar- do alle questioni dell’economia nazionale e internazionale , che impedisce ai governi di adottare le misure necessarie (19). 11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2012 ti, è la riduzione della pressione fiscale complessiva sulle imprese , che deve essere compensata dalla riduzione della spesa pubblica. Purtroppo ciò significa soprattut- to ridurre la spesa sociale, essendo difficil- mente comprimibili le altre principali voci del bilancio pubblico, ed è proprio per questo motivo che i governi esitano a ta- gliare la spesa. (Naturalmente in molti Paesi, e tra questi vi è l’Italia, si potrebbe ridurre la spesa pubblica imponendo ai cit- tadini minori sacrifici, se venissero elimi- nati gli sprechi, l’evasione fiscale e la cor- ruzione : si veda la nota finale). Questi argomenti (che, come ho già det- to, sono ben noti ai mercati) (18), e spiega- no la malcerta e insufficiente discesa degli spread ; inoltre le speranze in un prossimo cambiamento si sono molto affievolite nelle ultime settimane a causa delle manifesta- zioni (in alcuni casi anche violente) contro l’austerità che si stanno svolgendo in nume- (18) Ripeto ancora una volta che «i mercati» non sono un’entità indefinita dedita alla speculazione, ma sono i fondi di investimento, i fondi pensione, le compagnie di assicurazioni e le banche di tutto il mondo, che giustamente si preoccupano del rendimento e del rischio dei loro investimenti. Fa comodo ai politici attribuire «alla speculazione» i tassi elevati, dovuti invece alla loro incapacità di rendere attraente l’investimento di capitali nei loro Paesi. Naturalmente ciò non toglie che molti operatori finanziari ricorrano a vere e proprie manovre speculative che le leggi in vigore purtroppo consentono, leggi che finora i politici non hanno voluto mo- dificare. Su ciò si veda, nel citato lavoro su internet, il capitolo VII/2, paragrafi 26.0.13 e 26.0.14. (19) Questo enorme problema, dalla cui soluzione dipende non solo lo sviluppo economico ma anche la salvezza della democrazia, è stato esaminato nel numero 1-2-2012 della rivista, alle pagine 25-26
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=