Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale portanza. Essi devono: a) approfondire lo studio del testo costituzio- nale per individuare con sempre maggior chia- rezza i valori in esso contenuti ; b) adeguare convinzioni e costume civico- personale ai principi costituzionali; c) ricercare, sperimentare e applicare i modi didattici più rispondenti per orientare i giovani verso la conquista delle medesime convinzioni dei medesimi buoni costumi civici. L’insegnante cristiano e l’educazione civica L’azione svolta per promuovere educazione civica nei giovani corrisponde ad un preciso do- vere dei membri della comunità cristiana i qua- li, appartenendo a due città: la terrena e la ce- leste, sono chiamati ad impegnarsi negli interes- si terreni con una prospettiva di interessi oltre- terreni, e cioè ad intervenire per condurre la città terrena verso la glorificazione di Dio me- diante il progressivo integrale perfezionamento delle strutture societarie, dei rapporti sociali e degli stessi uomini. Il cittadino cristiano deve considerare l’at- tuarsi della sua vita civica come una manifesta- zione di carità e di verità, come un servizio reso ai fratelli, come una attiva cooperazione a Dio Padre il quale con l’aiuto degli uomini, vuole esprimere la sua Paternità e Provvidenza me- diante il buon ordinamento della città terrena. Le vie e i modi dell’educazione civica nella scuola LA PROMOZIONE DI UN NUOVO e più alto co- stume civico mediante la scuola può avvenire lungo le seguenti tre vie: a) il rinnovamento delle strutture e dei pro- grammi scolastici nel senso voluto dai principi e dallo spirito della Costituzione; b) l’instaurazione — nella vita scolastica, nell’insegnamento nel rapporto insegnante-alun- no e scuola-famiglia — di un autentico costume democratico ispirato ai valori espressi dalla Co- stituzione; c) l’insegnamento indiretto e diretto — a se- conda dell’età — della Costituzione italiana, fondata sulla cooperazione di tutti gli insegnanti — nei consigli di classe e nei collegi dei profes- sori — guidata attivamente dal Capo di istituto e orientata verso l’inserzione responsabile, libera e attiva dei giovani nell’ordinamento democrati- co italiano. L’educazione civica può essere impartita, in- nanzi tutto, attraverso una esperienza di rap- porti umani basati sulla autolimitazione , sulla cooperazione e sulla lealtà reciproca e verso la scuola, sull’esercizio della responsabilità gra- duata. L’educazione civica può concorrere a trasfor- mare la scuola italiana — che è per tradizione scuola intellettuale — in scuola capace di dare una formazione integrale. L’educazione civica implica anche un riesame da un punto di vista unitario, delle «discipline» in termini di umanità e di societarietà. L’insegnamento della Costituzione L’educazione civica dei giovani, mediante il riferimento — implicito o esplicito — al nostro testo costituzionale, uscirà dalla sfera astratta dei principi e conseguirà ì vantaggi di una imme- diata aderenza alla realtà concreta e ai proble- mi storici, psicologici, sociali e costituzionali della nostra comunità. Proporre questo riferimento non significa au- spicare il ritorno all’insegnamento manualistico dei «diritti e doveri» o alla configurazione dell’educazione civica come disciplina a se stante. Un tale ritorno ridurrebbe l’educazione civica ad un insegnamento nozionistico e morti- ficherebbe la stessa azione educativa che deve invece proporre l’esercizio vivo del costume ci- vico e preparare ad attuare, nel loro più alto si- gnificato, i principi e le norme della Costituzio- ne. L’educazione civica non sarà «istruzione» se non per i dati essenziali e ad un certo livello scolastico. I mezzi e i provvedimenti Per sollecitare e aiutare l’attuazione del- l’educazione civica nelle scuole italiane si ritie- ne utile proporre: a) l’emanazione di norme generali da parte delle superiori autorità scolastiche che invitino Capi d’istituto e Docenti a studiare collegial- mente e a mettere in atto, in via sperimentale, iniziative volte a promuovere l’educazione civi- ca e la conoscenza della Costituzione nelle scuole; b) lo svolgimento di incontri e di convegni di studio fra Capi di istituto e fra professori, su ba- se cittadina, provinciale e nazionale per l’inter- comunicazione delle esperienze, il lavoro in co- mune, l’elaborazione democratica di nuovi sug- gerimenti didattici; c) la revisione del programma di insegnamen- to della storia civile d’Italia in modo da poter presentare obbiettivamente i tempi e gli avveni- menti che hanno portato alla elaborazione e alla

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