La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 39 ma soprattutto in Disagio giovanile e impe- gno educativo , La Scuola, Brescia, 1984 (II ed. 1986). Sulla questione dell’insegnamento della re- ligione è tornato più volte in vari articoli pub- blicati in riviste pedagogiche ed in particolare nel volume: La religione a scuola. Dall’Unità ad oggi , Queriniana, Brescia 1987. Ha dedicato importanti saggi sulla storia della scuola media, in particolare sull’apporto di Guido Gonella, sulla questione della parità scolastica, su Gesualdo Nosengo. Emilio Butturini ha delineato il profilo e l’impegno educativo di numerosi fondatori e maestri di vita operanti nel contesto storico veronese tra Ottocento e Novecento. Inoltre, ha dato alle stampe con l’editrice veronese Mazziana: Rigore e libertà: la proposta educa- tiva di don Nicola Mazza (1790-1865) nel 1995 e Istituzioni educative a Verona , nel 2002 (II ed.); l’ultima pubblicazione è stata : « Il pun- to su don Milani. Famiglia idee collaboratori, Mazziana, Verona, 2013. Altra attenzione ha riservato alla riflessio- ne sull’evoluzione della famiglia e della sua azione educativa nella tradizione culturale e religiosa dell’Occidente. Gli ultimi contributi riguardano la visione dell’infanzia in alcune proposte pedagogiche degli ultimi due secoli. Con i suoi contributi il professor Emilio Butturini ha donato senz’altro un importante apporto alla cultura storico-pedagogica, frut- to di studio puntuale e appassionato. Di certo la ricerca scientifica che l’animato non è stata disgiunta da numerosi impegni in ambito civi- le, amministrativo e sociale: si potrebbe af- fermare che esiste una circolarità tra l’intensa produzione intellettuale e quanto in concreto ha cercato di tradurre in pratica. A questo breve profilo accademico vorrei aggiungere qualche altra riga - a mo’ di fla- sh - per ricordarlo in maniera più personale, data la mia vicinanza negli ultimi anni della sua attività accademica. È stato un privilegio per me condividerli, standogli al fianco. Fin da subito mi chiese di dargli del «tu», mentre da sempre ero abituata a rivolgermi nei confronti dei superiori con il rispettoso «lei». E quando capitava di fermarci in presidenza della fa- coltà oltre l’orario di chiusura, si preoccupava del mio rientro a casa, portandomi in stazione a prendere il treno. E se arrivavamo un po’ in anticipo, non mancava di chiedermi se pren- devo qualcosa al bar. A Natale c’era sempre un pensierino: un bel libro scelto tra quelli appena editi. A sentirlo tenere una lezione stavo a bocca aperta: che vastità e profondità di cultura! Partecipare alle sue lezioni era un bagno di riferimenti a numerosissimi autori. Non man- cavano richiami alle radici latine delle parole e confronti con il medesimo termine in altre lingue. Una capacità di analisi e lettura appro- fondita impareggiabile. E dei vari autori della Storia della Pedagogia aveva letto almeno le più importanti opere, che sapeva citare. A lezione usava lucidi che proiettava con la lavagna luminosa: densi di annotazioni scritte a mano. Come facesse a leggere e studiare non lo so, visti tutti gli impegni familiari e non solo. Era solito prendere appunti quanto trovava di interessante in un quaderno a quadretti di un centinaio di pagine, annotando le pagine esat- te nel caso di trascrizioni. Ne aveva una bella raccolta, se non sbaglio una ventina… E come non ricordare l’agenda con una ma- rea di fogli, appunti, bollette da pagare, ma anche con l’indirizzario di tutte le persone con le quali sapeva instaurare e coltivare rap- porti di amicizia. E in occasione delle festività natalizie e pasquali non mancava di farsi vivo per gli auguri. Preciso e scrupoloso, a volte fin troppo pignolo nella revisione dei testi. Darglieli da correggere significava per me stare tranquilla perché sapevo non gli sarebbe sfuggito il ben- ché minimo dettaglio. Insieme mi offriva an- che spunti per eventuali possibili integrazioni. Il prof Butturini ha regalato importanti con- tributi alla storia della città dove ha vissuto, Verona, approfondendo l’evoluzione di una se- rie di istituzioni educative nate all’interno di congregazioni religiose operanti nel territorio tra l’Ottocento e il Novecento. Ha delineato così l’impegno a favore della formazione di bambini e ragazzi da parte di varie figure che diversamente sarebbero rimaste nell’ombra o del tutto sconosciute. Ricordo Emilio Butturini non solo come docente universitario, ma anche come perso- na buona, dal carattere mite, uomo di pace. Paola Dal Toso

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