La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 37 G li acrònimi hanno invaso la vita scola- stica, i registri elettronici, le piatta- forme, i documenti ministeriali. Sono entrati a pieno titolo nel lessico e nella co- municazione scolastica. Fanno parte del ba- gaglio culturale del docente, del dirigente, di chiunque operi nel mondo della scuola. Cosa sono esattamente? Il termine acronimo (dal greco « ἄκρον » [akron] = «estremità» e « ὄνομα » [onoma] = «nome») indica un nome formato dall’unione delle lettere o sillabe iniziali di più parole. Esso si legge come se le lettere formassero una sola parola. La plurisecolare arte della concisione, la brevitas tanto cara ai latini, pare ormai esser- si affermata capillarmente (Valerio Magrelli, Elogio alla brevitas, da «La Repubblica» del 10 ottobre 2013). Nella società della comunicazione nella quale viviamo, la brevità e le cosiddette for- me brevi rappresentano un requisito fonda- mentale per l’ efficacia comunicativa. Gli acronimi hanno «invaso» la nostra quo- tidianità. E non solo quella di chi vive nel mondo della scuola. Ormai da anni vengono utilizzati in svariati settori, dall’economia alla finanza, allo sport, ai servizi di sicu- rezza, alla normative (chi non conosce l’a- cronimo DPCM?!). In particolare nel settore scolastico le sigle si sono talmente diffuse, che ormai non viene nemmeno più percepita la loro natura di acronimo, piuttosto vengo- no considerate parole di senso compiuto a tutti gli effetti. Basti pensare che tra i do- cumenti più importanti della scuola c’è il PTOF (piano triennale dell’offerta formati- va), che il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi viene chiamato DSGA, che ogni docente ha la possibilità di scegliere dei corsi di formazione tramite la piattaforma SOFIA (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative d’Aggiornamento dei docenti). Un fenomeno in continua crescita ed evo- luzione, dato che nascono e cambiano quo- tidianamente acrònimi. Di recente, a séguito dell’emergenza epi- demiologica ancora in corso, alcuni acroni- mi sono passati in primo piano. Si pensi alla DAD (ossia Didattica a distanza) o alla DDI (Didattica Digitale Integrata), quest’ultimo entrato da pochissimo tempo nel linguaggio scolastico e non solo. Spesso, le sigle DAD e DDI le ascoltiamo in TV, nei TG, oppure pren- dono posto nelle testate giornalistiche. L’acrònimo sicuramente si rivela utile nel- la semplificazione/alleggerimento del testo e della comunicazione in svariate circostan- ze, tuttavia si rischia che un abuso delle si- gle possa sortire l’effetto opposto, renden- do «inaccessibili» dei linguaggi già di per sé abbastanza esclusivi. La vita scolastica coin- volge diversi attori, in primis le famiglie e gli alunni, sarebbe opportuno mettere tutti nella condizione di poter comprendere il les- sico scolastico. A tal proposito, in un’ottica di condivi- sione, ho realizzato una bacheca virtuale di acrònimi. Si tratta di un padlet in con- tinuo aggiornamento che raccoglie i diversi acrònimi del mondo della scuola. È possibile visualizzare la bacheca virtuale cliccando sul seguente link: https://padlet.com/annalisaalbanoformazione/ ascuoladiacronimi Oppure inquadrando con una qualsiasi appli- cazione di lettura Qr code il seguente qr code: A SCUOLA DI…ACRÒNIMI Annalisa Albano, docente di scuola primaria e formatrice UCIIM

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