Luglio-Agosto 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 25 le per chi ha interessi di ricerca ma che, in realtà, è rivolto ai decisori politici e, soprat- tutto, alle scuole. E qui accendiamo i nostri riflettori per- ché le scuole, a nostro avviso, dovrebbero utilizzare i dati nazionali per fare ricerca valutativa e riflettere su come migliorare. Il Rapporto e la sintesi che lo accompagna rappresentano (dovrebbero rappresentare) stimoli sufficienti per suscitare, dentro le nostre scuole, alcune domande in grado di provocare delle risposte in termini di azioni concrete da parte delle scuole. Insomma, se tutto il sistema scolastico, con le migliaia di scuole autonome spar- se nei territori della penisola, non utilizza i dati INVALSI è chiaro che si crea un corto circuito formidabile! L’immagine appena tratteggiata dovreb- be facilitare i lettori a comprendere lo spi- rito con il quale abbiamo maturato le nostre riflessioni che, avvalendosi del pregevole lavoro di elaborazione degli esiti delle pro- ve somministrate a livello nazionale e pun- tualmente svolto in questi anni dall’INVALSI, A distanza di un settennio - il D.P.R. 80 è del 28.03.2013 - è urgente fare qual- che riflessione empirica, ma non per questo meno fondata, sulla reale efficacia del sistema di valutazione. Noi partiamo da alcune domande ben precise: le scuole sono migliorate? E se sì, che cosa ha reso possibile il miglioramento? E, in caso contrario, quali sono le cause per cui ciò non è successo? Assumere questa prospettiva, infatti, si- gnifica porsi una domanda più generale, e si- curamente insidiosa: fare un bilancio sull’ef- ficacia delle riforme in generale e, in parti- colare, quella che riguarda il Sistema Nazio- nale di Valutazione che ha il suo perno, nelle prove standardizzate annual- mente somministrate dall’INVALSI. Partiamo proprio da quest’ultima che, peraltro, è stata ampiamente recepita dalla Legge n. 107/2015, sia per quanto riguarda la valutazio- ne in generale sia in riferimento al miglioramento continuo che tutti gli istituti scolastici sono tenuti a rece- pire come modalità di funzionamen- to ordinaria. Se poi aggiungiamo il fatto che la legge c.d. della «Buona Scuola» ha fissato una serie di obiet- tivi prioritari a livello nazionale, che le scuole devono assumere come obiettivi strategici triennali, possia- mo facilmente dedurre che il ciclo valutativo, intrecciando le politiche macro con le micro-politiche di scuola, si poneva (si pone?) come cabina di regia di tutto il sistema scolastico. Ma torniamo all’aspetto che qui più ci preme: che uso fanno le scuole dei dati INVALSI? Ogni anno, ai primi di luglio, l’INVALSI presenta alla stampa e agli operatori della scuola i punti salienti nell’annuale Rapporto Tecnico, di circa un centinaio di pagine, uti- Ivana Summa, Dirigente scolastico - Ricercatrice e esperta formatrice LA VALUTAZIONE DELLA SCUOLA: LOST IN TRASLATION?

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