Luglio-Agosto 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2017 12 nativi e immigranti rappresentano un pro- blema da risolvere: gli insegnanti sono in maggioranza immigranti e hanno comunque difficoltà a comunicare con gli studenti na- tivi , a riconoscere e comprendere compor- tamenti e processi cognitivi nuovi e applica- no, nella didattica e nella valutazione, cri- teri tradizionali che non prendono in consi- derazione le abilità necessarie per vivere in un «mondo digitale». Gli insegnanti immigranti usano un lin- guaggio datato (quello dell’era pre-digitale) con una popolazione di alunni che parla un linguaggio completamente nuovo. È in atto il digital divide. C’è il rischio che alcuni individui, gruppi o collettività, possano rimanere esclusi dalla società del- l’informazione. Il digital divide generazio- nale è un fenomeno particolarmente evi- dente in Italia, dove, secondo le statistiche, la percentuale di over 50 che utilizza inter- net è meno della metà rispetto agli altri Paesi europei. Ormai è compito degli adulti, nei con- fronti delle nuove tecnologie, imparare che cosa sono e cosa possono fare e/o capire con i ragazzi - figli – alunni, come funziona- no e cosa offrono, aiutare i ragazzi ad ap- plicarle saggiamente per risolvere problemi. Insomma, gli adulti hanno bisogno di es- sere adeguatamente sostenuti per operare nell’era della conoscenza/informazione glo- bale. Figli, studenti, sistemi scolastici e co- munità sono sempre più connessi l’un l’altro e con il mondo, per mezzo di una tecnologia dell’informazione ricca e interattiva. Il cyberspazio Oggi, giovani ed adulti digitalizzati han- no a disposizione uno spazio potenzialmen- te illimitato per raccontare se stessi e ciò che a loro appartiene, condividendo tutto ciò con chiunque sia interessato e al di là di ogni precedente limite. Ognuno, soggetto coinvolto, è diventato un nodo nel cyber- spazio . Un nodo , quindi, rappresenta una persona, il suo punto di vista, i suoi pensie- ri, la sua visione del mondo, i suoi hobby , il suo lavoro, i suoi studi, il tutto stratificato nel tempo a formare un’autobiografia intel- lettuale a disposizione di chiunque sia inte- ressato alla conoscenza e al confronto reci- proci. Se nel ciberspazio i nodi rappresentano le persone e i collegamenti ( link ) rappre- sentano le relazioni tra le persone, collega- re le persone significa farle comunicare: per questo c’è bisogno di un’interfaccia cioè di una connessione tra uomo e organi- smo tecnico che consenta l’azione e la rice- zione di un messaggio in senso ampio. Lo schermo del computer diventa una nuova porta di confine tra mondi in cui è possibile co-abitare , l’interfaccia è il punto di me- diazione in una relazione complessa a più dimensioni. L’uomo nuovo è abitante del cyberspa- zio , uno spazio che è un non luogo perché non è uno spazio fisico, ma che nello stesso tempo è ovunque perché in rete si può tro- vare e/o fare tutto e incontrare tutti, alme- no potenzialmente. Si diventa compagni di viaggio, nomadi contemporanei , e per tem- pi più o meno lunghi si può diventare vicini di casa, abitanti dello stesso luogo, secondo forme di socialità nuove, diverse da quelle sperimentate nella vita reale, che però stranamente consentono di comunicare an- che con sconosciuti, di condividere avventu- re cognitive, di sentirsi parte della stessa collettività. Nasce così la cittadinanza virtuale Nella nostra era (detta del web 2.0 ) il ruolo di «consumatore», di «utente» finale, e la distinzione tra produttore e utilizzatore di contenuti tendono a non avere più signi- ficato: si è creata una comunità in cui tutti collaborano per la creazione, la modifica e lo sviluppo della conoscenza e in cui tutti possono essere nel contempo produttori o utilizzatori di contenuti. Come nell’alfabetizzazione tradizionale si considera alfabetizzato chi sa leggere e scrivere, così nell’alfabetizzazione ai nuovi media si deve considerare alfabetizzato chi non solo è consumatore, ma anche chi sa esprimersi attraverso i media stessi. Il web 2.0 ha potenzialmente la capacità di riportare gli individui verso una parteci- pazione attiva nella costruzione della cultu- ra, della società, della politica: chi ha ac-

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