Luglio-Agosto-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 34 classe successiva e per farlo – secondo il Consiglio di Stato – è più che sufficiente esaminare, a livello documentale, gli elabo- rati dell’allievo e i registri degli insegnanti, senza necessità di andare a scandagliare le situazioni degli altri compagni di classe. Seguendo tale impostazione, si rafforza l’idea della valutazione come work in pro- gress che riguarda il singolo allievo, certa- mente contestualizzato nel gruppo classe ma giudicato personalmente, per la sua per- sonale crescita nell’apprendimento. Se ci si addentra ora nei profili più prettamente procedurali, ai genitori che intendano impugnare una valutazione ne- gativa o una bocciatura si pongono due so- luzioni: la via giurisdizionale o quella am- ministrativa. I provvedimenti adottati da- gli organi di valutazione della scuola (Con- sigli di classe e Commissioni d’esame) so- no atti definitivi e, pertanto, possono es- sere impugnati in via giurisdizionale, in- nanzi al TAR competente per territorio, entro sessanta giorni dall’affissione all’al- bo della scuola dei risultati degli scrutini e degli esami, in altre parole, alternativa- mente, in via amministrativa, con ricorso al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Quanto al ricorso gerarchico, pure esperibile avverso i provvedimenti defini- tivi (quali quelli in esame), esso non appa- re praticabile perché, laddove si presenti un siffatto ricorso all’Ufficio Scolastico re- gionale, questo non può ritenersi superio- re gerarchico – quindi competente a deci- dere il ricorso – né nei confronti dei Consi- gli di classe, stante l’autonomia delle isti- tuzioni scolastiche, né nei confronti delle commissioni d’esame. Tuttavia, anche ai fini di un risparmio di tempo e denaro, spesso i genitori insoddisfatti propongono censura alla valutazione scolastica dei figli attraverso un «reclamo», volto a eviden- ziare vizi formali degli atti valutativi, e che pertanto va presentato alla stessa au- torità responsabile dell’atto conclusivo del procedimento, ossia il dirigente scolastico. Questi potrà valutare la fondatezza del re- clamo, e accoglierlo, ovvero rigettarlo, specie se ritenga che le censure proposte esorbitino dalla sua sfera gestionale; in caso di accoglimento, può procedere a ve- rifica degli atti oggetto di censura (si con- sideri che è potere del dirigente procede- re all’apertura dei plichi, purché sia re- datto verbale delle operazioni); nel caso in cui riscontri anomalie, può invitare l’or- gano collegiale a sanare il vizio, o archi- viare il procedimento, se non riscontri al- cun vizio. In ogni caso, i provvedimenti dirigenziali a seguito di reclamo vengono inviati all’Uf- ficio Scolastico provinciale, per consentire l’esercizio del suo potere di vigilanza. Nel- l’ipotesi che l’istituzione scolastica sia in- vece chiamata in giudizio, la difesa spetta all’Avvocatura distrettuale dello Stato, che in tanto potrà spiegare una compiuta dife- sa, poiché abbia a disposizione tutti i do- cumenti necessari a dare conto della corri- spondenza tra i parametri valutativi fissati a inizio anno e il giudizio finale espresso sull’alunno: dunque, saranno di fondamen- tale importanza i registri personali dei do- centi riferiti alla posizione dell’alunno, le pagine del registro di classe ove siano an- notati comportamenti dell’alunno rilevanti ai fini della valutazione finale (se ci siano stati, ad esempio, provvedimenti discipli- nari a suo carico), i verbali dei consigli di classe, nelle parti in cui si parla dell’alun- no, ovvero i piani d’intervento individualiz- zati (corsi di recupero ecc.), le comunica- zioni alla famiglia. Da quanto fin qui esposto, appare chiaro che esistono disposizioni di legge e norma- tive per la valutazione scolastica che il Do- cente deve conoscere. Quest’ultimo non può agire per «sentito dire» o «perché così ha sempre fatto», ma nel rispetto della Legge. Quindi, quanto più scrupoloso è stato nella redazione degli atti nel corso dell’an- no, tanto minori saranno le possibilità che il TAR accolga le istanze di eventuali genitori «insoddisfatti». Appare anche chiaro che il momento della valutazione va affrontato con grande senso di responsabilità, in ma- niera serena e senza pregiudizi, senza di- menticare che il voto è destinato all’inco- raggiamento ad apprendere, non a stigma- tizzare soltanto il non appreso, a volte «Gli spiragli di luce indicano, la strada meglio del sole accecante».
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