Luglio-Agosto-2012
1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 E d i t o r i a l e Giovanni Villarossa, Presidente nazionale UCIIM L’ UCIIM ha organizzato anche per il 2012 il concorso «Un ospedale con più sollievo», insieme alla fondazio- ne «G. Ghirotti», all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ad altre organizzazioni e con il patrocinio del MIUR. Il 27 maggio scorso, alla presenza del Ministro Profumo, della presidente della regione Lazio Polveri- ni e di diverse personalità del mondo della medicina, della scuola e dello spettacolo, sono stati premiati i vincitori del concorso. Durante il mio intervento ho sottolineato il valore educativo della partecipazione de- gli studenti dei diversi gradi di scuola ad un concorso che vuole sollecitare particolare attenzione alla sofferenza e alla possibilità di dare sollievo. Infatti, la sofferenza è legata alle carat- teristiche psicofisiche di ogni singola perso- na, le reazioni al dolore dipendono dalla sua sensibilità, dal suo carattere, dalla tipo- logia di lavoro che esercita o ha esercitato, dallo stile di vita che conduce e dai principi etico-religiosi a cui si ispira. La reattività al dolore è rapportata alla tipologia del dolore stesso che può essere fisico, psichico, della coscienza o dell’ani- ma. A seconda della persona si hanno rispo- ste di diversa intensità sul piano etico, esi- stenziale ed ontologico. La presenza del do- lore crea un turbamento nell’equilibrio del- la persona. Quando il dolore è fisico si hanno reazio- ni psicofisiche tipiche del mondo animale ; quando è psichico coinvolge aspetti specifi- ci dell’uomo e crea reazioni di tipo umorale e comportamentale ; quando è della co- scienza siamo ancor più nella specificità umana e le reazioni sono di tipo intellettua- le ad una riflessione problematica del pro- prio agire etico e dei propri orientamenti esistenziali ; quando è dell’anima coinvolge la spiritualità dell’uomo ed è frutto del peccato verso Dio e verso il prossimo. La sofferenza fa scoprire all’uomo i pro- pri limiti e la capacità di rifiutarla, soppor- tarla o accettarla. Il rifiuto comporta ab- battimento, isolamento o ribellione al pro- prio stato. La sopportazione è frutto della presa d’atto di una condizione che va co- munque vissuta. L’accettazione è consapevolezza, valoriz- zazione del dolore e affinamento della pro- pria sensibilità e spiritualità. Le attuali te- rapie mediche del dolore si sono correlate alla psicologia medica, che studia le reazio- ni del singolo paziente, per contenere il suo dolore entro limiti sopportabili. La conoscenza dei fattori che concorrono alla genesi del dolore consente alla medici- na di ottenere livelli di miglioramento della qualità della vita anche in pazienti affetti da inguaribili malattie. La persona consapevole della propria condizione sofferente riesce meglio a per- venire alla presa di coscienza della sua inti- ma essenza, infatti la frattura che coglie tra ciò a cui ha aspirato e l’impossibilità della realizzazione creatagli dalla sofferen- za gli dà la misura del limite della propria corporeità e la percezione della precarietà di una vita non necessariamente corrispon- dente alle attese in essa riposte. Ma lo sperimentare direttamente la fra- gilità dell’esistenza, attraverso la sofferen- za, se si accompagna alla difficoltà di riu- scire a darle un senso, può diventare un dramma esistenziale, che aggiunge dolore a dolore. Allora sorge il lamento sempre più intenso nei confronti di una Natura o di una condizione umana, che viene accusata di mancanza di logica e di giustizia. EDUCHIAMO A DARE SOLLIEVO A CHI SOFFRE
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