Maggio-Giugno 2019

17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 il mancato bisogno di riconoscimento so- ciale e individuale, l’assenza di ascolto, di fiducia, di opportunità, di legami familiari saldi, di educazione generano paura, ansia, rabbia, disperazione. Queste si possono tra- durre da un lato in dipendenze dall’altro in violenza, che si manifesta come bullismo e cyberbullismo o addirittura contro gli inse- gnanti, sia da parte dei ragazzi che da parte dei genitori. È recentemente successo a Lo- di e sono voluto andare personalmente a mostrare il mio sostegno alla professoressa aggredita. come in questo caso, il ministero si costituirà sempre parte civile in caso di aggressioni agli insegnanti da parte di stu- denti e genitori. I ragazzi di oggi vengono tacciati troppo spesso di essere dei bamboccioni vittime di una deriva educativa e sociale da cui non si sforzano abbastanza di uscire. Questa visione è erro- nea: ci sono tan- ti giovani che si danno da fare, che studiano, che viaggiano. E maturano esperienze e competenze che quelli della nostra gene- razione non avevano. Dobbiamo credere nei giovani, avere fiducia e dare loro lo spazio per emergere. il ragazzo deve essere al centro dell’at- tenzione sia degli insegnanti che dei genito- ri. È necessaria una nuova alleanza di corre- sponsabilità che diventi la base seria, condi- visa e rispettata su cui da un lato la scuola fondi il Piano dell’offerta formativa e dal- l’altro la famiglia collabori attivamente al progetto di scuola. deve costituirsi un saldo asse comune che aiuti i ragazzi a superare le difficoltà e gli insuccessi. faccio un esem- pio: molte volte sia i genitori che gli studen- ti fanno fatica ad affrontare la delusione di un brutto voto. Bisogna dire loro che il vo- to non riguarda la loro persona, ma la pro- va specifica che hanno svolto in quella ma- teria quel giorno particolare. Quello che conta è diventare persone libere e cittadini responsabili. occorre rimettere i giovani al centro del- l’azione educativa globale. È quello che ab- biamo fatto con la riforma dei concorsi per il reclutamento dei docenti: voglio docenti giovani, preparati e motivati in cattedra. Da settembre ci sarà un concorso cui an- che i giovani neolaureati potranno parte- cipare. Voglio che i giovani possano progettare il proprio futuro, sposarsi, farsi una fami- glia, avere dei figli, realizzare i loro sogni. se i ragazzi seguiranno percorsi formativi che valorizzino le loro potenzialità potranno eccellere in quello che fa- ranno ed emer- gere sempre di più in un mondo nel quale la com- petizione si è fatta globale. L’orientamento è decisivo, e quindi abbiamo trasfor- mato l’alternanza scuola-lavoro in un vero e proprio « percorso per le competenze tra- sversali e per l’orientamento ». L’idea di una scuola unicamente diretta e protesa al mondo del lavoro è controproducente. A scuola si va prima di tutto per studiare e formarsi come persone. L’alternanza è po- sitiva e necessaria, non deve essere un ap- prendistato occulto , ma un momento in cui «fare scuola » anche fuori dalle aule per ap- prendere anche in un contesto lavorativo, pur rimanendo all’interno di un orizzonte educativo. il lavoro da fare è sicuramente ancora molto, abbiamo ereditato una situazione complessa, ma sono convinto che il Governo stia lavorando nella giusta direzione. i giovani sono al centro delle politiche del Governo e posso assicurare il mio totale e assoluto im- pegno per valorizzare i loro talenti e dare loro le opportunità per emergere qui in italia, nel Paese che amiamo.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=