maggio-giugno 2018
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2018 20 rapporto tra più persone di cui uno è l’agente prioritario, l’educando discente che si educa, mentre l’agente secondo è il docente: fra l’educatore e l’educando bisogna trovare un giusto equilibrio. Quindi agente principale è l’alunno, il docente è sussidiario. In merito all’etimologia di educa- zione abbiamo sempre detto che pro- viene da «educere», Nosengo ha det- to: Ma siamo sicuri che sia educere? Propone altre due etimologie simili: «edere e manducare». Nosengo diceva che bisogna educa- re tutte le dimensioni dell’uomo. Ma due dimensioni hanno prevalenza, quella sociale e religiosa, non dimen- ticando quella morale. L’azione sociale deve avvenire insieme alla mente, all’affettività e trovare applica- zione nel concreto. Dice Nosengo: la socievolezza, la virtù societaria e la virtù completaria sono gradi di sviluppo, quindi la socievolezza è il rap- porto tra persone. La persona è un essere sociale e si realizza come tale, ma la socie- tà non deve annientare la persona, ci vuole perciò un giusto equilibrio tra le persone e la società, ma non l’annientamento . Tutto questo si basa, secondo Nosengo, sull’empatia, sul dono, sul bene dell’altro e sull’amore, allora occorre armonia fra educazione sociale, morale ed educazione alla fede. Queste educazioni non sono solo teoriche, devono avere un riscontro reale e diretto nella comunità. Per la vita comunitaria che cosa serve? La scienza del vivere insieme, il desiderio, l’arte, la formazione mentale e la facoltà di vedere e compiere. Nosengo dice la società personalistica tende a costi- tuirsi in forma democratica: ma cos’è la società democratica? La per- sona resta soggetto libero e respon- sabile di vita sociale, familiare, pro- fessionale, politica, nazionale e «in- ternazionale». La democrazia si fon- da sulla libertà dei soggetti. La so- cietà è per la persona, ma la persona è anche per la società, fa sentire e ritrovare l’altro in se stesso, così da far uscire da se stessi dando valore all’altro . Dobbiamo educare a prendere coscienza della cultura personale e sociale, a entrare in sé per andare da sé all’altro, per sentire in sé l’altro. L’egoismo e l’egocentrismo an- nientano gli uomini, la contraddizione fa ar- rivare al bene comune. Nosengo diceva che è importante l’educazione morale dei gio- vani, ma quella fondata su Dio. Nell’ultima pagina di uno dei suoi libri più belli dice: « Diciamo educazione o l’azione educativa, interpersonale, inten- zionale, consapevole, mediata e continuati- va che un uomo investito di responsabilità e di autorità, mosso d’amore, ricco di scienze e virtù, seguendo le norme di una buona metodologia e di un ordinata didatti- ca servendosi di un ampia didattica conti- nua e perfezionata, coordinandosi con tutti gli altri educatori della medesima persona,
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