maggio-giugno 2018
che le parole scritte nella prima parte della Costituzione erano non una premessa lirica a regole burocratiche, ma la condizione senza la quale sarebbero crollate le basi della nostra libertà, come disse Sturzo in Senato. Sapete che in questi giorni l’Eta, organiz- zazione terroristica basca, ha concluso, do- po trentanove anni, la sua esperienza di lot- ta armata per l’indipendenza, con risultato nullo: non ha ottenuto niente. Ora queste cose noi le possiamo dire ai giovani e pos- siamo invogliarli a studiare la Costituzione e a metterle in pratica, prima che sia troppo tardi. Sulla questione del ’68 e degli organismi rappresentativi studenteschi abbiamo avuto un minicarteggio con Nosengo. Del volumet- to « GLI ORS e la Scuola » che editai a Reg- gio, egli acquistò una cinquantina di copie, da distribuire ai dirigenti e a personaggi in- teressati al problema. Riconoscimento e incoraggiamento da parte della Presidente Rosalba Candela: « Professor Corradini, è vero che, se nella scuola si è introdotta per legge l’educazione civica dei giovani, (con l’insegnamento della Costituzione, come diceva con opportuna distinzione il tema del convegno di Catania del febbraio 1957, come ricorda la lettera di Gozzer che hai citato, e come documenta la bella pubbli- cazione di quest’anno, curata dal preside Giuseppe Adernò), è merito dell’UCIIM. In- fatti il senatore Domenico Magrì, già consi- gliere nazionale dell’UCIIM, segretario di Moro e relatore al convegno di Castello Ur- sino, nominato sottosegretario dallo stesso Moro, quando divenne ministro della PI, dal maggio ‘57 al febbraio 1959, poté consenti- re l’elaborazione e il varo del dpr del 13 giugno 1958, che ha introdotto “negli isti- tuti e scuole e scuole di istruzione seconda- ria e artistica” i “Programmi per l’insegna- mento dell’educazione civica”. Tu, però, non hai detto una cosa importante, e cioè che se oggi nella scuola si continua a parla- re di Educazione Civica, questo è dovuto al fatto che hai lottato e continui a lottare perché sia attuato quanto l’Assemblea Co- stituente ha deliberato nell’odg 11 dicem- bre 1947, presentato dallo stesso Aldo Moro e altri: e cioè che «la Carta Costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel qua- dro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte con- quiste morali e sociali che costituiscono or- mai sacro retaggio del popolo italiano». Quindi ringraziamo sinceramente il pedago- gista professor Corradini che, continuando sulla scia del nostro fondatore, ha argo- mentato più volte la necessità che Parla- mento e Governo trovino “senza indugio”, un “adeguato posto” per l’educazione civi- ca. Ma come pedagogista e presidente eme- rito, ti chiediamo di continuare ad aiutarci e ti ringraziamo per quello che farai ancora affinché Cittadinanza e Costituzione diven- ti una materia, una disciplina a se stante nel curricolo della scuola di ogni ordine e grado ». Sintesi dell’impegno istituzionale e nuovo impegno, in sintonia con Nosengo Luciano Corradini: Ringrazio la presiden- te Rosalba e assicuro che continuo a ritene- re, come scrisse Nosengo nell’agenda del 7 febbraio 1957, che « l’educazione civica è la migliore opera che si possa fare dopo l’edu- cazione religiosa. Se i professori vi si impe- gnassero seriamente e ottenessero buoni frutti, coopererebbero a dare serenità, se- rietà e solidità alla comunità italiana. Io sento questo compito come una missione ». Credo che Nosengo sarebbe d’accordo an- che con don Milani, che scrisse in Esperien- ze Pastorali , a Calenzano: «Decisi allora che avrei speso la mia vita di parroco per la loro elevazione civile e non solo religiosa». E ancora: « La scuola mi è sacra come l’ot- tavo sacramento ». Quanto al mio impegno per evitare lo svaporare dell’educazione civica nella pura «trasversalità», ricordo che sono stato pre- sidente di due Commissioni istituite dal mi- nistro Lombardi, mentre ero sottosegreta- rio, per l’aggiornamento dei programmi di educazione civica: ne uscì la direttiva mi- 17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2018
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