Maggio-Giugno 2017
29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2017 vi in cui vengano «superati» con intelligen- za, sensibilità, lungimiranza e trasparenza alcune «linee guida» o «Indicazioni fornite» dal MIUR che, spesso, rischiano di frenare le potenzialità di cambiamento delle scuole, ingessandole in schemi e/o pratiche che ri- sultano ripetitive e non più adeguate alla formazione dei ragazzi di oggi. Una scuola coraggiosa si riconosce dal Profilo dello Studente e dal Curriculum I documenti ministeriali che affrontano questo tema (Indicazioni Nazionali – testi DPR n. 87-88-89 del 15.3.2010 per il secon- do ciclo di istruzione; testo del 2012 per il primo ciclo di istruzione) hanno come punto in comune la promozione della formazione per competenze, facendo riferimento alle otto competenze chiave per l’apprendimen- to permanente (Raccomandazione del Parla- mento Europeo e del Consiglio del 18.12.2006). Nei documenti (in particolare nelle Linee Guida allegate alla CM n. 3 del 13.2.2015 e ora riprese con quelle più re- centi che ripropongono essenzialmente le precedenti e che accolgono le modificazioni proposte dalle scuole (nota prot. n. 2000/2017, di cui costituiscono parte inte- grante). Al paragrafo 1.4 delle nuove Linee Guida si fa riferimento al Profilo dello Studente che si articola esplicitamente nelle compe- tenze che l’alunno deve aver maturato al termine del primo ciclo di istruzione. Dal momento che «il conseguimento delle com- petenze delineate nel profilo costituisce l’obiettivo generale del sistema educativo e formativo italiano, le medesime compe- tenze sono presenti nel modello di certifi- cazione da rilasciare al termine della scuo- la primaria e al termine del primo ciclo». Il riferimento al Profilo è dunque il modo per rendere tangibile la dichiarata centrali- tà dello studente. Il modello di certificazione delle compe- tenze, modificato a seguito delle proposte delle scuole che hanno partecipato alla spe- rimentazione (prevista per gli anni 2014- 2015; 2015-2016 e ora ampliata anche al corrente anno scolastico 2016-2017) non presenta più la colonna con riferimento a «tutte le discipline e in particolare a…» ma, un’attenta lettura del Profilo dello stu- dente, consente tuttavia di ricondurre facil- mente tali competenze a quelle sopra ricor- date che sono intese e raccomandate nei testi come competenze trasversali e non specifiche disciplinari. Ecco questo è un punto particolarmente rilevante nella prospettiva di una scuola «innovativa per competenze»: promuovere competenze trasversali (o meglio compe- tenze che fanno riferimento al concetto di cittadinanza globale) non è sempre condivi- so e soprattutto «assunto» dai docenti (del primo e del secondo ciclo di istruzione) che «tendono» a promuovere, sviluppare e con- solidare competenze specifiche disciplinari . A questo proposito una scuola coraggiosa è tale se sa affrontare l’elaborazione del Curriculum in termini innovativi e con un significato più ampio di quello con cui normalmente viene intesa nella maggior parte della scuola o nel sentire comune: un insieme ordinato e progressivo di con- tenuti disciplinari. E in questo raccordo tra Profilo dello stu- dente e Curriculum sta la criticità più evi- dente e diffusa nel nostro Paese. « C’è una sorta di inerzia nei sistema sco- lastici che rende complesso e difficile il processo di implementazione di cambia- menti nell’azione didattica. A tale fenome- no concorre anche un sentimento di paura; di sbagliare, di non farcela, di ottenere ri- sultati deludenti, di perdere la certezza del proprio lavoro. Eppure l’insegnamento, in quanto azione finalizzata a sviluppare l’apprendimento significativo negli alunni, ha intrinsecamente bisogno di innovarsi continuamente, di lasciarsi interpellare dalla realtà, di cercare soluzioni sempre più efficaci in rapporto alle persone e ai contesti in cui opera». (Pier Paolo Triani – Università Cattolica Sacro Cuore – Piacenza) Il Curriculum dello studente ignaziano La mia attuale funzione di coordinatore didattico dei tre licei dell’Istituto Sociale di Torino, mi permette, dopo più di venticin- que anni di presidenza in istituti statali dei due cicli di istruzione, di cogliere e di espli-
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