Maggio-Giugno-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 44 getto hanno presentato all’udi- torio una gamma articolata di momenti con immagini, inchie- ste, interventi in diretta che hanno consentito di percepire in forma distinta alcuni aspetti della tematica: • la transizione passato-pre- sente è maggiormente sentita dalle persone anziane rispetto a quelle di media età o giova- ni; • le differenze di carattere architettonico e strumentale non sono apparse troppo signi- ficative perché per molti inter- venuti permane un’emozionali- tà profonda, una memoria vi- va, arricchita proprio dalla di- mensione tempo; i protagonisti hanno evidenziato il notevole attaccamento alle loro espe- rienze ed ai contenuti che le hanno rese possibili; • nell’approfondimento degli aspetti sociali della tematica, è parsa molto evidente la pre- senza di una sintomatologia di malessere, soprattutto negli studenti della secondaria di II° grado, motivata in vario modo, ad esempio: condizioni di ab- bondanza nei consumi cui non corrisponde l’impegno o la consapevolezza del costo delle acquisizioni. Alle convinzioni delle perso- ne mature si sono talvolta contrapposte quelle degli stu- denti, che sentono come posi- tiva la realtà attuale, consi- derata più efficiente ed effi- cace, soprattutto per le aper- ture ottenute e per la ric- chezza delle relazioni inter- personali. È stato messo in evidenza che anche l’atteggiamento de- gli insegnanti in generale è cambiato verso forme di mag- giore apertura, evidente dispo- nibilità e comportamenti di ve- ro aiuto verso gli studenti. Me- no evidente l’atteggiamento dei dirigenti scolastici, parsi un po’ in secondo piano in tutto il percorso del progetto. Altro momento significativo è stato quello che ha messo in evidenza il progresso delle for- mule didattiche attuali rispet- to alla scuola del passato, qua- si esclusivamente trasmissiva. Sul coordinamento operato dall’Indire sono stati eviden- ziati i seguenti momenti: a) su- peramento del modello tra- smissivo della scuola, b) uso delle opportunità offerte dai nuovi linguaggi digitali per in- segnare, apprendere e valuta- re, c) creazione di nuovi spazi per l’apprendimento, d) riorga- nizzazione del tempo per fare scuola, e) connessione tra i sa- peri della scuola e i saperi del- la società della conoscenza, f) investimenti sul capitale uma- no, ripensandone i rapporti, g) promozione dell’innovazione per renderla sostenibile e tra- sferibile. A conclusione, il prof. F. Mar- tignon ha offerto alcuni chiari- menti sul concetto di formazio- ne ed ha illustrato alcune condi- zioni per collegare utilmente le esperienze scolastiche dell’ieri con quelle dell’oggi tra cui: • il tempo con le sue fasi evo- lutive e involutive, con i cam- biamenti della percezione di sè e degli altri e la definizione dei bisogni personali e sociali; • lo spazio, che dà evidenza ai passaggi verso l’urbanizzazio- ne; la qualità dell’ambiente, che ha visto affievolirsi l’appar- tenenza anche culturale a favo- re di una globalizzazione, dai caratteri ancora confusi, e un quadro morale, che sembra più un’antologia di regole piuttosto che un sistema di coerenze; • i modelli di comportamen- to, segnati dal razionalismo deterministico, che ha messo da parte Dio e la sua opera creatrice in nome di un indefi- nito evoluzionismo, che tenta di spiegare tutti i misteri della vita senza riuscirci. • la libertà viene presentata come l’assoluto (tutto permes- so a tutti) persino come capa- cità di ridicolizzare anche ciò che è ritenuto sacro e rispetta- bile. In conclusione, nella forma- zione ciascuna persona può usare la conoscenza per la con- sapevolezza, da cui derivano libertà e responsabilità. La pa- ce e la serenità possono essere le energie capaci di attraversa- re sia il tempo che lo spazio per la progressiva promozione umana e sociale. ( Riccardo Mazzoli ) TRIESTE Che il Carso riservi sempre sorprese è cosa ben nota: per la varietà dei suoi ambienti, per la stessa conformazione del territorio, per la flora par- ticolarmente ricca, per le tor- mentate vicende storiche di cui è stato teatro. L’uscita di domenica scorsa, 10 maggio, ha però lasciato stupiti gli stessi triestini, anche quelli che credevano di cono- scerlo abbastanza: incredibile davvero trovare, a breve di- stanza dall’abitato di Prepotto, nel giro di poche centinaia di metri, grotte di grande sugge- stione, camminamenti militari, una cava, una fornace, uno stagno… Il tutto immerso in un ambiente particolarmente ver- deggiante per i tanti cespugli fioriti e le numerose essenze sia nitrofile, legate alla pre- senza umana, che xerofile. La grotta Caterina (Katra Ja- ma) stupisce per la sua gran- V i t a d e l l ’ U n i o n e
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