Maggio-Giugno-2015

9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2015 matica curati dalla nostra sezione UCIIM per la preparazione ai concorsi di giovani lau- reati un tempo, più recentemente per la preparazione al TFA. Anche oggi i corsi di formazione in didattica della matematica sono una consuetudine dell’UCIIM di Pisa. Momenti forti sono stati per me i Conve- gni e i Congressi Nazionali dell’UCIIM. In quelle occasioni ho potuto conoscere e ap- prezzare dirigenti e relatori di grande uma- nità e cultura, soci di sezioni sparse in tutta Italia con cui ci sentivamo subito amici per la condivisione di impegni, difficoltà, inizia- tive. Permettetemi di evocare qualche ri- cordo particolare, infatti le relazioni umane sono state fondamentali nella vita UCIIM. Fra le care persone conosciute in incontri nazionali ricordo con piacere Anna Madeo con cui condividevo, oltre che i valori e l’impegno UCIIM, anche il fatto di avere, ciascuna, ben cinque figli! E ricordo la cara preside Lina Arena che mi invitò a Mazara del Vallo a parlare di matematica anche in classi della sua scuola. Potrei citare tante altre amicizie che hanno lasciato un segno nel mio cuore: ad Arezzo l’infaticabile prof. Rapisarda, a Firenze l’Ispettore Santoro, a Catania il preside Capodanno, l’arguta e colta Rosa Calzecchi Onesti, l’Ispettrice Serpico... È vivo anche il ricordo e l’affetto per Mons. Rovea e per tutti i consulenti na- zionali e locali che ci hanno fatto crescere nella spiritualità professionale e hanno gui- dato la nostra preghiera in ogni incontro UCIIM. Purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente il nostro fondato- re Gesualdo Nosengo, ma i suoi scritti e i ri- cordi di quanti lo hanno frequentato sono per tutti una grande ricchezza. La carissima presidente Cesarina Checcacci è stata fon- damentale per me e per tutta l’UCIIM e pos- siamo solo ringraziare il Signore che ci ha fatto questo grande dono. E grazie per i cari amici Luciano e Bona Corradini e per tutti i successivi presidenti che si sono sempre spesi generosamente per l’UCIIM. Vi sembrerà strano che per parlare della mia esperienza abbia fatto più riferimento alle persone che alle idee, ai programmi, alle attività. Sono le persone che, con il lo- ro animo, con la loro testimonianza di im- pegno e di fede mi hanno lasciato un’im- pronta ancora più forte delle loro idee e delle loro iniziative. Come in ogni famiglia anche nell’UCIIM abbiamo sperimentato i nostri limiti umani: talvolta le differenze di stile, di tradizioni, di decisioni hanno portato a qualche incom- prensione e a qualche attrito. Ma, come in una famiglia, convinti che il desiderio di uni- tà e di concordia valga più delle proprie ra- gioni, le difficoltà si sono superate con l’aiu- to del Signore e con la disponibilità a ricono- scere, ciascuno, anche le proprie debolezze e i propri limiti e a saper scoprire, negli al- tri, più i lati positivi che quelli negativi. Tornando alla mia esperienza personale voglio dirvi che cosa è stato per me il mo- mento critico dell’andare in pensione. Pen- savo: ho sempre insegnato con passione e ho sempre lavorato con convinzione nel- l’UCIIM. Come cambierà la mia vita d’ora in poi? Perderò tutti i contatti con il mondo della scuola, avrà poco senso rimanere nell’UCIIM? Grazie a Dio, niente di tutto questo. Da quel momento sono passati 20 anni ed eccomi ancora qui a un Convegno UCIIM! La mia attività per il mondo della scuola è continuata in altre forme, studian- do ancora per il miglioramento della didat- tica nel settore della matematica, facendo formazione nelle scuole che lo richiedono, entrando nelle classi dei vari ordini di scuo- la per conoscere le varie realtà e poter col- laborare alla costruzione del curricolo in verticale. Nel mondo UCIIM ho visto quanto sia difficile trovare energie e tempo per gli insegnanti più giovani, spesso impegnati con figli in crescita, presi da un tempo scuola che aumenta per chi desidera lavorare con serietà e ho pensato che la presenza dei pensionati è ancora preziosa, spesso indi- spensabile. Oltre a offrire la loro esperien- za, possono svolgere compiti e servizi con maggiore libertà avendo minori vincoli di orario e possono dedicarsi ancora, in forme diverse, alla missione educativa. Con un affettuoso saluto a tutti voi, vor- rei rivolgere queste mie considerazioni in particolare ai tanti docenti UCIIM che stan- no per andare in pensione. Non ritiratevi dall’impegno e dalla soddisfazione di sentir- vi sempre attivi: l’educatore, l’ucimino, non va in pensione!

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