Maggio-Giugno-2014
LE ELEZIONI EUROPEE DEL 15 MAGGIO 2014 IN FRANCIA Yves Calais, Presidente onorario del SIESC L e persone erano tristi domenica sera in televisione e nelle case, tranne i soste- nitori del Fronte Nazionale, e non solo in Francia. Dov’è il sogno europeo di Robert Schuman e Jean Monnet, di Konrad Adena- uer e di Alcide de Gasperi? Sembra di aver- ne perfino perso la memoria, mentre cre- scono gli euroscettici, gli eurofobi e i nazio- nalisti. Esplosione di una crisi grave, di por- tata nazionale ed internazionale. Tre osservazioni preliminari: 1. Dopo il rigetto della costituzione euro- pea nel 2005 in seguito al referendum, si è creata una frattura tra le istituzioni e i cit- tadini francesi. Per alcuni consiste nel rifiu- to di un’organizzazione politica più integra- ta; per altri nel rifiuto dell’iscrizione dei principi del neo-liberalismo nel cuore stesso della costituzione. Poi c’è stata la sua ap- provazione ministeriale oltre il referendum. 2. Le regolamentazioni comunitarie che interferiscono nella vita quotidiana pesano senza essere capite, mentre le istituzioni europee mostrano la loro impotenza a tro- vare soluzioni alla crisi mondiale al di là delle misure di austerità economica. Recen- temente, è l’impotenza a contribuire ad una soluzione della crisi ucraina. 3. Le istituzioni non arrivano a far condi- videre un avvenire, almeno una speranza comune; non hanno più un portavoce che possa essere riconosciuto. I governi ne han- no fatto un pretesto per far ricoprire all’Eu- ropa il ruolo di capro espiatorio. Due constatazioni attuali: 1 – Quotidianamente, la politica europea non è tenuta in conto che per i suoi effetti diretti e immediati sulle nostre situazioni, senza tenere conto dell’interesse generale a livello europeo. Le decisioni europee s’impongono come provenienti dall’esterno. 2 – Il posto degli avvenimenti e delle pre- occupazioni europee nell’opinione pubblica e nei media, è estremamente debole: per chi non è in relazione con altri Europei, l’Europa è come un paese straniero. La brevità della campagna elettorale, dopo lo choc delle elezioni comunali e la cocente disfatta del partito socialista al po- tere, non ha permesso di ricordare e di ri- conoscere ciò che l’Europa ci aveva dato. Un doppio effetto aggravante: 1 – L’aumento delle difficoltà nel quoti- diano, crisi del lavoro e disoccupazione, ri- duzione dei contributi pubblici alla vita co- mune, creano una tensione politica divenu- ta molto forte ed una perdita completa della fiducia in coloro che sono o che sono stati da poco al potere. 2 – L’effetto di «esserne stufi» ha portato parecchi elettori ad aspettarsi la protezione della patria, poiché l’Europa non protegge più, con un ritorno all’indipendenza ed al- l’identità nazionale, come una via di salvez- za, dimenticando quali erano state le posi- zioni politiche precedenti spesso xenofobe, antisemitiche e anti-musulmane e senza comprendere il mondo mondializzato di og- gi. Allo stesso tempo, il desiderio di uscirne fuori attraverso soluzioni politiche nuove si esprimeva attraverso le numerosissime pic- cole liste che potevano ottenere solo una percentuale di qualche punto, ma che vole- vano portare speranza. Da noi i risultati sono questi, nell’ambiente operaio, nell’ambiente rurale, nell’ambiente borghese, un secondo choc con l’astensione del 57%, voti al Fronte Nazionale 25%, UMP a destra al 20%, Partito socialista a sinistra al 14%, centro al 10%, ecologisti all’8%, estrema sinistra al 7 o all’8%. E la Francia non è la sola in questa situazione, mentre la Grecia vede in testa l’estrema sinistra. In Francia e nella maggior parte dei no- stri paesi, ridare un senso all’Europa ed alla sua cultura nella configurazione mondiale, darle i mezzi per metterli in atto, per non essere ridotti a territori coloniali delle più grandi potenze mondiali, l’America e l’Asia, ecco un lungo lavoro in prospettiva ma da realizzare con l’urgenza delle questioni di oggi. 19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2014
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