Maggio 2020
Lo Scaf fale LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 5 - Maggio 2020 43 LA LEZIONE DI DE MAURO Come dice l’autore nella Premessa «sarebbe impresa pro- meteica cercare di abbracciare tutti i campi di cui si è occupa- to Tullio De Mauro» e tuttavia, nelle poche, ma intense pagine del volume da lui curato, Ugo Cardinale, già insegnante di lin- guistica generale all’università di Trieste, riesce a ricordarci in modo efficace chi era Tullio De Mauro e quanto sono ancora attuali gli aspetti innovativi del suo pensiero. Il volume si compone di un’ampia Premessa e di sei importanti contributi che af- frontano da altrettanti punti di vista il pensiero e le opere di De Mauro. Centrale in quasi tutti è il riferimento alla Storia linguistica dell’Italia unita e a quella dell’Italia repubblicana , lavori che Cardinale definisce la «rivoluzione copernicana» nello studio della storia della lingua: «guardare non tanto alla lin- gua in rapporto con la cultura, quanto all’uso che i parlanti fanno del patrimonio di lingue di cui dispongono». Attorno a questo tema ruotano altri che pure questo libro propone e analizza: l’intreccio di una cul- tura di formazione classica con la modernità più avanzata, co- me l’utilizzo di dati e metodi statistici, al tempo inusuale in ambito umanistico; il grande impegno per i tanti dizionari a cui ha lavorato fino a quello in rete , le cui caratteristiche e potenzialità anche didattiche sono oggetto della minuziosa analisi di Carla Marello; i lavori sul plurilinguismo della società italiana e da ultimo anche sul futuro linguistico dell’unione europea; la condanna dell’abu- so ingiustificato degli anglismi e la lotta contro le complicazioni del linguaggio burocratico ed amministrativo. Grande è stata la capacità di De Mauro di concretizzare le idee in progetti. Tra gli altri menzionati nel volume, su que- ste pagine ritengo significativo ricordare le Dieci tesi per un’e- ducazione linguistica democra- tica , che contengono un’arti- colata proposta didattica per l’insegnamento dell’Italiano, una rivoluzione pedagogica di cui Alberto A. Sobrero fa una lucida e puntale analisi che fa riflettere sull’attualità delle questioni sollevate, forse non ancora del tutto risolte, come la necessità di elevare le com- petenze linguistiche degli ita- liani. Importanti anche le pagi- ne che si riferiscono al pensiero di De Mauro in ordine al bisogno di lavorare per la trasforma- zione dell’insegnamento e per la formazione in servizio degli insegnanti, della quale si fece guida in una sperimentazione che intrecciava ricerca teorica e pratica didattica. Questo volume non ci pro- pone solo il De Mauro studioso e cattedratico, ma lascia tra- sparire, qua e là, attraverso la memoria di piccoli aneddoti, familiari e non, gli aspetti più umani della sua personalità. Interessante, in particolare, il contributo di Maria Emanuela Piemontese, incentrato sulle opere «autobiografiche» : Prima persona singolare passato pros- simo indicativo , Parole di gior- ni lontani e Parole di giorni un po’ meno lontani . Da qui si ricostruiscono: il ruolo impor- tante dei genitori e dei fratelli per la sua formazione; le prime esperienze scolastiche faticose e poco gratificanti (!); la sua scelta di fare il professore «il mestiere più bello del mondo», un «grande professore» come testimoniano i suoi allievi; la somma di curiosità e interessi, l’impegno sociale e politico. Un piccolo e agile libro, che potrebbe sembrare destina- to agli specialisti del settore e che, invece, consigliamo a tutti, perché ci accompagna a ripensare una delle figure che hanno lasciato un segno nella cultura del nostro tempo. ( M.V. Cavallari ) UNA SCUOLA PER ABITARE IL FUTURO Il volume raccoglie una serie di contributi dei più importanti e significativi esperti di pedago- gia e didattica raccolti intorno a tre aspetti essenziali della scuola: educare, insegnare, ap- prendere. Molte leggi, circolari, note, decreti…sono state prodotte in merito anche in questo ultimo lustro che tuttavia non han- no prodotto gli effetti sperati, particolarmente per il man- cato coinvolgimento dei do- centi nel processo innovativo e nell’assenza di una forte e condivisa idea di scuola. Una «buona scuola», infatti, per es- sere realizzata, ha bisogno di condivisione con coloro che la praticano soprattutto sulle idee fondanti e fondate che ne co- struiscono la struttura, che rac- colgano i capisaldi del pensiero pedagogico, che esprimano un pensiero forte sulla scuola, ca- pace di coniugare innovazione e tradizione. Un’idea di scuola, dunque, che possa attrarre gli insegnanti, sia da essi condivisa e trasferita nella pratica didat- tica come un orizzonte di senso cui finalizzare la propria attivi- tà di insegnamento. Mancando questi elementi U go C ardinale ( a cura di ) , Sull’attualità di Tullio De Mauro, Il Mulino, Bologna, 2018, pagg. 140, € 15,00
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