Aprile 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 4 - Aprile 2020 25 I n un tempo dominato da una infodemia tendente alla diffusione di angoscia e preoccupazione, attraversato da un for- zato isolamento sociale a cui si fa fatica ad adattarsi, oppresso dalla paura di incrocia- re il «nemico», appesantito dalle ricorrenti immagini di ospedali incapienti, di strumen- ti insufficienti, accanto al nobile riconosci- mento e infinito apprezzamento dell’azione impagabile degli operatori sanitari, si vo- glia affiancare, senza volerne minimamente eguagliare la portata, l’encomiabile opera messa in atto dalle scuole italiane. La scuola , in questo drammatico periodo che la storia del mondo sta attraversando, si connota di tutto il suo spessore sociale, va- loriale, umano che va oltre la funzione edu- cativa che normalmente le si attribuisce e affronta i sentieri di una umanizzazione che esige la creazione di ponti di affetto, con qualsiasi mezzo: piattaforme, telefonia, vi- deotelefonia, whatsapp , prestando compu- ter, acquistando modem, con immagini e con frasi amorevoli, rispondendo con pazienza a tutte le telefonate, a tutte le mail , a tutte le angosce di una umanità che cerca sollievo in un sorriso, in una parola gentile, in uno sguardo o un gesto di comprensione. Gli insegnanti, per la stragrande maggio- ranza, pur provocati a rivendicare diritti e rigidi vincoli contrattuali, non stanno guar- dando statuti, orari, tempi di lavoro. La loro unica preoccupazione è «non la- sciare indietro nessuno», irrobustire le com- petenze, i valori, il senso di appartenenza, l’autonomia, la responsabilità dei giovani studenti di quest’epoca, chiamati a vive- re un momento drammatico. Poco importa perseguire obiettivi discipline. Le discipline sono lo strumento con cui i ragazzi e le ra- gazze devono imparare ad affrontare e ad interpretare la realtà unitaria e molteplice. Lo stanno imparando. Stanno imparando ad attrezzarsi per superare ogni ostacolo: eco- nomico, tecnologico, psicologico, emotivo. Stanno crescendo. E i loro docenti li stanno accompagnando con Live in cui si racconta- no come progrediscono e dietro questo pro- gresso personale c’è il progresso culturale, si stabilizzano e si capitalizzano apprendimen- ti molto più radicalmente che con canoniche lezioni frontali. Non c’è necessità di rimodulare program- mazioni: gli obiettivi di competenza sono raggiunti, non ci sono più programmi, ma prospettive, sentieri, orizzonti e loro, con la scuola che non li lascia un attimo, li stanno percorrendo! Dopo l’iniziale smarrimento, legato alla necessità di attrezzarsi improvvisamente, sul piano strumentale e su quello propriamen- te culturale, dirigenti, docenti e famiglie hanno dato vita, concretamente e pragma- ticamente, ad un fruttuoso processo di col- laborazione, ad un reale e produttivo patto formativo che, operativamente, sancisce il «chi fa cosa» per rendere un servizio armo- nico e condiviso alla crescita dei ragazzi e delle ragazze, dei bambini e delle bambine, dove non importa a nessuno il «contenuto di- sciplinare», ma a tutti preme sentirsi vicini e uniti. Con la Didattica a distanza e con il la- voro agile nelle segreterie scolastiche si è concretizzata la speranza, si è generato l’entusiasmo, si è orientato l’ottimismo, si è fatto spazio alla creatività: la scuola non si è fermata, neanche un momento. Dal pri- mo DPCM del Presidente Conte, la scuola ha dato il via alle iniziative di organizzazione per non interrompere il diritto costituziona- le all’istruzione, si, formalmente forse per questo inizialmente, ma il motivo reale è so- prattutto :r non far sentire i propri studenti abbandonati, creare un ponte. La didattica a distanza è la didattica che RIFLESSIONI DEL GRUPPO DI LAVORO DaD DELL’IC GAGLIONE DI CAPODRISE coordinato dalla DS Maria Pirozzi
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