La Scuola e l'Uomo - n. 3-4 - Marzo-Aprile -2023

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2023 38 delle proprie emozioni. Fra le strategie cooperative il Jigsaw organizza la classe in gruppi. Il lavoro è suddiviso in parti assegnate ciascuna a gruppi formati da un rappresentante di ciascun gruppo. Ogni nuovo gruppo studia la parte assegnata di cui ciascun alunno diviene esperto. Successivamente ogni esperto torna nel suo gruppo originario e condivide la propria esperienza. Ogni alunno diviene, in questo modo, essenziale per la piena comprensione e il completamento dell’attività, come afferma Canevaro «da soli ci si perde, insieme si va lontano». Le metodologie per progettare UdA inclusive vedono la classe e le distinte identità che la caratterizzano, come risorsa principale per un apprendimento significativo. Bibliografia ŠCanevaro A., Ianes D., Un’altra didattica è possibile. Esempi e pratiche di ordinaria didattica inclusiva, Erickson, Trento, 2022. ŠComoglio M., Cardoso M.A., Insegnare e apprendere in gruppo, Roma, LAS, 1996. ŠCottini L., Didattica speciale e inclusione scolastica, Carocci, Roma, 2017. ŠCottini L., Universal design for learning e curricolo inclusivo, Giunti, Firenze, 2019. ŠPerkins D., The many faces of constructivism, Educational Leadership, vol. 57, n. 3, 1999. ŠScapin C., Da Re F., Didattica per competenze e inclusione. Dalle indicazioni nazionali all’applicazione in classe, Erickson, Trento, 2014. Sitografia https://www.scuola.net/news/532/ il-valore-dell-interdisciplinarieta-dall-unita-didattica-all-unita-di-apprendimento-che-cos-e-come-organizzarla-e-perche-e-efficace (consultato il 27/04/2023) https://www.saperessere.com/kolb-gli-stili-apprendimento/ (consultato il 28/04/2023) diviene un metodo collaborativo per cercare soluzioni a questioni specifiche raccogliendo tutte le idee spontaneamente sorte dagli alunni; la tecnica nasce negli anni Quaranta ad opera di un dirigente pubblicitario, Osborn, per ovviare all’inibizione riscontrata nella conduzione formale delle riunioni. Il dibattito argomentato (debate) è una metodologia didattica che prevede l’assegnazione di tematiche su cui gli studenti devono prepararsi preventivamente per poi discutere in classe. Gli alunni vengono divisi in due gruppi, uno a favore e uno contro l’idea proposta, e interagiscono in uno scambio costruttivo ed efficace. Il dibattito, utilizzato già nel mondo classico e soprattutto nel Medioevo con le disputationes, consta di diverse fasi: introduttiva; argomentativa a favore della propria tesi; confutativa della tesi degli avversari; conclusiva. La flipped classroom porta gli studenti a cimentarsi in modo autonomo, in orario extrascolastico, su argomenti assegnati dal docente. Questo permette di sfruttare il tempo in aula in attività di rinforzo, di consolidamento e allo svolgimento di compiti interattivi. Un ausilio efficace per favorire l’inclusione scolastica è rappresentato sicuramente dalle esperienze di apprendimento cooperativo o cooperative learning. Identificando la pratica cooperativa come una significativa prospettiva scolastica, Comoglio sostiene che si tratta di un «approccio duttile, ricco di risorse e potenzialità, in grado di fornire risposte originali, efficaci e attuali a problematiche complesse, che investono il mondo della scuola oggi». Si può definire, allora, come «un insieme di tecniche di conduzione della classe, grazie alle quali gli studenti lavorano in piccoli gruppi per attività di apprendimento e ricevono valutazioni in base ai risultati acquisiti» (10). Il Learning Together (11), ideato dai fratelli Johnson è probabilmente la modalità più diffusa di cooperative learning. Lo storytelling, la tecnica per costruire storie condivise, favorisce l’immedesimazione nei personaggi e una maggiore cognizione (10) Comoglio M., Cardoso M.A., Insegnare e apprendere in gruppo, 1996, pp. 23-24. (11) Cfr.: Johnson D.W., Johnson R.T., Holubec E.J., Apprendimento cooperativo in classe, 1996, pp. 20-43.

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