LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2023 2 Editoriale a minacciare ulteriormente la privacy, può provocare isolamento sociale, con interazione reale e virtuale inversamente proporzionali. Sul caso specifico dell’intelligenza artificiale, non mancano teorie addirittura catastrofiste e impressiona la scelta di Geoffrey Hilton, informatico canadese con radici britanniche, considerato un padrino della ricerca, di dire addio a una delle multinazionali che stanno investendo miliardi di dollari per sentirsi libero di spiegare i pericoli: «In questo momento, per quanto ne so, le IA non sono più intelligenti di noi, ma penso che presto potrebbero esserlo. Quello che stiamo vedendo è che cose come GPT-4 oscurano una persona nella quantità di conoscenza generale che ha e la oscura di gran lunga. In termini di ragionamento, non è così buono. E dato il ritmo dei progressi, ci aspettiamo che le cose migliorino abbastanza velocemente. Quindi dobbiamo preoccuparcene». «Le dimissioni di Hilton da Google rilanciano la discussione sull’Intelligenza Artificiale – ha twittato Paolo Gentiloni, commissario UE per l’economia -. Grandi potenzialità, ad esempio per la salute. Ma anche rischi. L’Europa lavora per regole del gioco efficaci». I pessimisti estremi si interrogano sul rischio che intelligenze artificiali superiori alla nostra possano prendere il controllo della civiltà, come nei film di fantascienza, e c’è chi chiede la sospensione degli esperimenti più avanzati, rimandandoli a quando sarà acquisita la certezza, attraverso rigide regolamentazioni, di godere dei vantaggi e controllare i pericoli. Il tutto sul presupposto che nemmeno i creatori delle menti digitali sanno dove queste approderanno. tersi e dare vita a esperienze sociali inedite, è seguita una serie di stacchi multimediali volti a rilevare i benefici sociali, economici ed educativi nel mondo «vero», riassunti nello slogan «L’impatto sarà reale». Viene così mostrato come i chirurghi potranno esercitarsi e specializzarsi, i vigili del fuoco essere facilitati nello spegnere un incendio, gli studenti imparare la storia vivendola attraverso esperienze immersive. Quest’ultimo esempio ci permette di soffermarci sull’interazione tra intelligenza artificiale e metaverso, la prima personalizzando l’apprendimento o adattando livelli di difficoltà a esigenze singole, il secondo creando ambienti coinvolgenti in cui concetti e situazioni possano trovare piena espressione. In assoluto, l’intelligenza artificiale permette di creare ambienti più realistici e il metaverso può fornire quantità sconfinate di dati per addestramenti e test. Il futuro contemplerà aule virtuali che consentano di collegarsi da qualunque posto senza perdere la percezione del coinvolgimento, simulazioni che facilitino la comprensione rispetto alla teoria, dialoghi con robot avanzatissimi per uno studio approfondito delle lingue. Altre testimonianze d’interazione profonda sono l’e-commerce, - il metaverso propone negozi virtuali, l’IA fornisce assistenza virtuale immediata o suggerisce autonomamente prodotti modulati su interessi, preferenze e gusti dell’utente – e la medicina, con l’IA che analizza dati sconfinati in brevissimo tempo redigendo diagnosi di altissima precisione e il metaverso che crea luoghi e situazioni perfette per terapie e operazioni. Sfide importanti, foriere di benefici e di progresso, destinate ad aumentare l’esperienza degli utenti e migliorare l’efficienza di molti processi, tuttavia non immuni da dubbi e da preoccupazioni, anche gravi, legate al loro impatto. L’automazione del lavoro, riflesso dell’intelligenza artificiale, potrebbe aumentare la disoccupazione – evidente, però, che sorgeranno anche nuove opportunità professionali – e la creazione di testi, opere, ricerche ridurre pericolosamente creatività, originalità e fantasia, mentre il metaverso, oltre
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