LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2023 19 le finalità della scuola, sia per rispondere – contestualmente – alle sfide di un tempo che andava cambiando, soprattutto a motivo della crescente prospettiva multiculturale, di cui si è detto. È in tale contesto che alla tradizionale fonte di legittimazione culturale dell’IRC concordatario (cioè il fatto che i valori del cattolicesimo fanno parte del «patrimonio storico del popolo italiano») si sono aggiunti ulteriori elementi che possiamo desumere da un’analisi della teologia del dialogo interreligioso e che hanno portato gli estensori delle Indicazioni per l’IRC (i competenti uffici CEI) a sottolineare la dimensione interculturale che si può cogliere nella stessa identità disciplinare dell’IRC. È nostra opinione che tale dimensione possa ulteriormente essere sviluppata ed aprire prospettive (15) di evoluzione nella continuità dello stesso IRC. Il ruolo di un’associazione professionale come l’UCIIM si colloca in questo scenario in modo dinamico e attivo, tanto per il contributo che può dare alla stessa formazione (soprattutto in servizio) degli IDR, quanto per i «ponti» che può delineare nella prospettiva di una collaborazione interdisciplinare tra gli insegnanti di tutte le discipline, ma anche per il contributo che può portare – in termini di sensibilizzazione degli studenti e delle famiglie – ad una migliore comprensione del carattere culturale e del potenziale interculturale dell’IRC, contribuendo a sfatare miti e pregiudizi che appaiono duri a morire. prospettiva di giustizia e di pace» (14). Altri riferimenti al dialogo interreligioso e alla prospettiva multiculturale si trovano anche tra gli Obiettivi specifici di apprendimento, tanto nel primo come nel secondo ciclo, ma ciò che ci preme qui sottolineare è la postura mentale complessiva con cui l’IRC mostra di auto-comprendersi come disciplina. Mettendo tra parentesi le modalità che esso assumeva prima degli accordi di revisione del Concordato del 1984 (in cui prevaleva un approccio catechistico), possiamo dire che nelle prime decadi che hanno seguito tali accordi l’IRC si è progressivamente consolidato come disciplina scolastica, attrezzandosi per collocarsi sempre meglio «nel quadro delle finalità della scuola». Ciò ha comportato anche una progressiva professionalizzazione degli insegnanti di Religione ed un’accurata riflessione sul loro percorso formativo, con l’istituzione degli Istituti superiori di scienze religiose (ISSR) e la progressiva evoluzione della loro offerta formativa, in analogia con quanto le normative della Repubblica italiana prevedevano per tutti gli insegnanti. Nelle prime due decadi del nuovo millennio, in parallelo con un significativo processo di evoluzione delle norme che regolano l’offerta formativa di tutte le istituzioni scolastiche (divenute autonome) si è attivato anche un importante processo di riflessione che ha caratterizzato l’IRC, sia per la necessità di rimanere sempre collocato nel quadro del- (14) DPR del 20 agosto 2012. Tra le «competenze attese» al termine del biennio ve ne è una che evoca in modo esplicito la prospettiva dialogica, quando si afferma che l’allievo sarà in grado di «valutare il contributo sempre attuale della tradizione cristiana allo sviluppo della civiltà umana, anche in dialogo con altre tradizioni culturali e religiose» (ivi). (15) Ne proponiamo e argomentiamo alcune, in conclusione del volume sopra citato cfr. ivi, pp. 152-170.
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