La Scuola e l'Uomo - n. 3-4 - Marzo-Aprile -2023

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2023 16 1943. Scopo principale del SIPAR era quello di favorire l’innovazione pedagogica nell’ambito dell’IR, che nel caso di Nosengo si configurava anche come un processo di ripensamento e metabolizzazione della parte sana degli insegnamenti dell’attivismo pedagogico, ripensato in chiave personalista (5). La stessa tesi di laurea che Nosengo discusse alla Cattolica riguardava l’attivismo nell’insegnamento religioso e venne rielaborata e pubblicata (6) un paio d’anni dopo la discussione. Egli rileva la necessità di svecchiare l’insegnamento religioso, anche per non sciupare l’occasione che si profilava – grazie al recente Concordato – di insegnare religione non solo nella scuola elementare (dove già era possibile in forza della Riforma Gentile), ma anche nella scuola Media (inferiore e superiore), andando oltre la sterile ripetizione di formule catechistiche e puntando su alcuni elementi in particolare. Tra gli elementi culturali che Nosengo riteneva essenziale inserire nell’insegnamento della religione ve ne era uno di chiara derivazione tomista, ovvero la necessità di insistere sui fondamenti razionali della Rivelazione, in modo da rendere tale insegnamento una sorta di «ponte» gettato tra credenti e non credenti, tenendo conto anche del generale laicismo che caratterizzava la cultura scolastica e accademica del tempo. Ma l’elemento più significativo della didattica dell’IR nosenghiana gli deriva probabilmente sia dall’esperienza pastorale compiuta come collaboratore paolino, sia dall’esperienza scout, che lo aveva profondamente segnato: il cuore della competenza didattica dell’insegnante di religione (superamento della Questione romana) portò a dare grande risalto anche alle modalità con cui trovava spazio l’IR (2) nelle scuole del Regno: «l’Italia considera fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica. E perciò consente che l’insegnamento religioso ora impartito nelle Scuole pubbliche Elementari abbia un ulteriore sviluppo nelle Scuole Medie, secondo programmi da stabilirsi d’accordo tra la Santa Sede e lo Stato» (3). In tale scenario il compito di insegnare religione era attribuito – a norma di Concordato – in prima istanza a sacerdoti o religiosi approvati dall’autorità ecclesiastica e solo «sussidiariamente» a fedeli laici «che siano a questo fine muniti di un certificato di idoneità da rilasciarsi dall’Ordinario diocesano» (ibidem, art. 36). Lo stesso Nosengo, laico consacrato nella Compagnia di San Paolo, ottenne dal card. Schuster (vescovo di Milano) tale certificato di idoneità (4), avendo così la possibilità di iniziare religione a partire dall’a.s. 1934/1935, prima presso l’Istituto Tecnico «Feltrinelli», poi presso l’Istituto magistrale maschile «Virgilio» di Milano. In quegli stessi anni Nosengo ebbe modo di approfondire e consolidare i propri studi pedagogici, sia attraverso il contatto diretto la letteratura pedagogico-religiosa di lingua francese, sia attraverso l’attività che svolgeva come assistente volontario di Mario Casotti alla Cattolica di Milano. Fu così che, insieme a don Carlo Gnocchi, p. Silvio Riva e Tommaso Mandrini diede vita, nel 1939, al SIPAR (Segretariato Informativo di Pedagogia Attiva Religiosa), che rimase attivo fino al (2) La sigla con cui si indica tale insegnamento è IR (Insegnamento della Religione) per tutto il periodo che va dall’Unità d’Italia agli accordi di revisione del Concordato lateranense, IRC (Insegnamento della Religione Cattolica), dal 1984 in poi. (3) Legge n. 810 del 27 maggio 1929, Concordato fra la Santa Sede e l’Italia, art. 36. Per un’analisi accurata del contesto storico di riferimento e dei successivi sviluppi dell’IR in Italia si può vedere A. Porcarelli, Religione a scuola tra ponti e muri..., cit., pp. 40-92, in cui si delinea tutto il percorso storico dell’insegnamento della Religione in Italia, dalla legge Casati ai giorni nostri. (4) Cfr. A. Rega, Gesualdo Nosengo. Esperienze di insegnamento attivo della religione cattolica, «Formazione, lavoro, persona», n. 10/2014, pp. 70-85. (5) Abbiamo dedicato un’attenzione specifica a questo tema nel capitolo dedicato al personalismo «testimoniato» di Gesualdo Nosengo in: A. Porcarelli, Educazione e politica. Paradigmi pedagogici a confronto, FrancoAngeli, Milano 2012, pp. 133-152. (6) G. Nosengo, L’insegnamento della Religione nella Scuola Media, Tesi di laurea presso l’Università Cattolica del S. Cuore 1935; Id. L’attivismo nell’insegnamento religioso della scuola media, Istituto di propaganda libraria, Milano 1937.

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