La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021

Lo Scaf fale 44 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 STUDI UMANISTICI PER RISCOPRIRE IDENTITÀ E ΔΙΑΦΩΝÍΑ Edito nel 2012 da «Il Mulino», il volume raccoglie i contribu- ti dei partecipanti al convegno tenutosi nell’aprile dello stesso anno, durante il quale numero- si classicisti hanno dialogato sul lascito del passato, in termini di cultura classica e di dibatti- to sul posto da questa ricoperto nei secoli, sui dati e le fragilità del presente e sui possibili cam- biamenti da attuare per assicu- rare un più prospero futuro agli studi sull’antichità. La raccolta è un valido stru- mento di riflessione, per esperti e meno esperti, della trasmissio- ne del patrimonio classico: offre l’occasione di approfondire con- cetti, problemi critici, metodo- logie sperimentabili od oggetto di rivalutazione. La vivacità e attualità del dibattito inducono a proseguire lo studio e la ricer- ca personale sui temi trattati e le proposte didattiche avanzate, principalmente di carattere in- duttivo. Il particolare focus sul- la scientificità dello studio dei classici si pone come concreto punto di svolta nell’approccio scolastico. Proprio questa ur- genza di rimettere al centro la scienza degli studi umanistici è il fil rouge che attraversa e anima l’intero volume. Lo studio del latino e del gre- co, in virtù del suo innegabile potere simbolico a livello so- cio-culturale, è sempre stato al centro di accesi dibattiti de- clinati secondo le diverse con- tingenze storiche e i contesti locali: numerose fonti vengono citate come testimoni di questi snodi culturali che hanno mo- dellato la funzione dell’antico nelle culture moderne e cam- biato il mondo dell’istruzione internazionale. La progressiva riduzione, nella maggioranza dei casi, dell’orario scolastico dedicato agli studi classici si in- treccia con la sempre maggio- re richiesta di specializzazione tecnico-scientifica. Sembra tuttavia che alla base di questa preferenza, che ben traspare dai dati statistici relativi alle iscri- zioni scolastiche, vi sia innanzi- tutto una domanda di senso ri- volta agli studi classici, la quale necessita di una riposta priva di qualsivoglia forma di retorica o stereotipia. Nel suo intervento, Alessandro Schiesaro propone di rileggere il luogo comune del «latino che insegna a pensare» in favore di una definizione più propria di quello che effettiva- mente il latino, insieme con il greco, fa: la mancanza dell’ur- genza di spendibilità comunica- tiva della lingua antica permet- te di lasciare ampio spazio alla riflessione metalinguistica, allo sforzo di comprensione delle regole e delle implicazioni del linguaggio non solo del latino o del greco ma anche delle lingue moderne. A ciò si aggiunge la competenza nel saper ricono- scere la stratificazione cultura- le dei fenomeni e la capacità di individuarne la causalità stori- cizzata. L’uso critico delle fonti e dei documenti e la loro inter- dipendenza sono abilità trasver- sali che un approccio scientifico alle materie classiche fornisce e che non esauriscono la loro utilità con il concludersi degli studi liceali, ma diventano il bagaglio di competenze neces- sarie per i cittadini cosmopoliti e informatizzati del terzo mil- lennio. Infatti, secondo Giuliano Pisani, a permettere il sano svi- luppo di quella che si definisce identità europea è una corret- ta impostazione critica propria del cittadino, il quale deve sa- per riconoscere la pluralità, la διαφωνíα ben nota al mondo greco, delle esperienze e dei soggetti che hanno operato in Europa nel corso dei secoli, sa- perla valorizzare e preferire a infondate pretese di suprema- zia. Dunque, come suggerisce Giuseppe Cambiano, lo studen- te, al termine del ciclo di istru- zione obbligatoria, si configura come il πεπαιδευμένος di ari- stotelica memoria, competente in un singolo ambito del sapere ma, in virtù della sua istruzio- ne, in grado di relazionarsi con esperti di qualsiasi altro campo, perché capace di discernere sul- la base delle argomentazioni e della logica dell’interlocutore. Per far questo è indicata come necessaria una sostan- ziale riscoperta di quella che Federico Condello chiama pe- dagogia della traduzione, dove ogni elemento di analisi deve concorrere alla comprensione critica del testo originale e non esclusivamente della sua tradu- zione. Anche a scuola dunque, e non solo nelle università, la traduzione deve mostrare la sua natura di ricerca di senso, di discussione, di interpretazio- ne mai neutrale perché filtrata dall’approccio di un traduttore che è attuale, in continua evo- luzione, limitato, fallibile. La traduzione non è semplice eser- cizio ma è anche problema e co- me tale va approcciato, cercan- do e discutendo soluzioni e non solo verificando la conoscenza della morfosintassi e della sto- ria dei fenomeni letterari. È dall’interpretazione dei testi che nasce ciò che leggiamo nel- le letterature. ( Ilaria Wlderk ) L uciano C anfora e U go C ardinale (a cura di), Disegnare il fu- turo con intelligenza antica. L’insegnamento del latino e del greco antico in Italia e nel mondo, ed. Il Mulino, Milano, 2012, pp. 535, € 38.00

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