La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 1 Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM Edi tor iale ma in campo più direttamente è la povertà educativa. Questo tema è stato affrontato tra l’altro in un recente bando ministeriale, Bando per progetti di contrasto alla povertà educativa nelle scuole (prot. 1364) (2), di- retto a realizzare una procedura di selezione e di finanziamento in favore delle istituzioni scolastiche, che, come singole unità o in rete con altre scuole e con altri soggetti del ter- ritorio, pubblici o privati, mondo del volon- tariato e del terzo settore, associazioni e fo- rum nazionali e regionali, presentino attività progettuali intese a realizzare le condizioni di contrasto alla povertà educativa. La povertà educativa è una povertà che nessuno vede, nessuno denuncia, ma che agisce sulla capacità di ciascun ragazzo di scoprirsi e coltivare le proprie inclinazioni e il proprio talento. Le conseguenze sono nell’apprendimento dei ragazzi e nel rischio, quindi, di entrare nel circolo vizioso della povertà (3). Così come per la dimensione economica della povertà, quando si parla di povertà educativa si fa riferimento a quello che do- vrebbe essere l’ideale delle società demo- cratiche ovvero l’uguaglianza di condizioni, vale a dire l’aspirazione che ogni essere uma- no possa godere di livelli essenziali dei beni primari necessari al suo sviluppo personale e alla sua inclusione sociale. L’uguaglianza so- ciale richiede di promuovere la libertà indi- viduale, intesa in senso positivo come oppor- tunità di realizzare i propri progetti di vita. Questa opportunità richiede non solo risorse L a nozione di povertà educativa è stata introdotta da alcuni sociologi ed econo- misti alla fine degli anni ’90 per sotto- lineare che la povertà è un fenomeno multi- dimensionale che non può essere ridotto alla sua componente strettamente economica. Z. Bauman (1) ha evidenziato i cambiamenti avvenuti all’interno delle società consumiste contemporanee nei confronti dell’organizza- zione economica, del lavoro e della sua eti- ca, e delle loro conseguenze sulla concezione delle povertà. Con gli sviluppi della globaliz- zazione economica, la perdita di potere de- gli interventi statali, la deregolamentazione, l’esternalizzazione delle attività produttive e tutte le sue dinamiche al centro degli studi più recenti dell’economia e della sociologia economica, il welfare state ha cominciato a sgretolarsi, venendo a mancare la sua mo- tivazione funzionale. S econdo il sociologo anglo polacco nella nostra società l’etica del lavoro, della società precedente, viene sosti- tuita dall’estetica del consumo, che predica il piacere del consumo e stimola un maggior egoismo, invitandoci a preferire un reddito più alto per consumare e, quindi, sempre me- no legato al sistema pubblico delle tasse da pagare per finanziare la rete di protezione sociale. All’interno dell’estetica del consumo i nuovi poveri sono «criminalizzati», divengo- no i rifiuti che sostengono l’integrazione dei vincenti e dei vincitori e fungono da monito per chi dubita se adattarsi oppure no. Ecco così «le nuove povertà». Tra le nuove povertà, quella che ci chia- LA POVERTÀ EDUCATIVA OGGI. COME CONTRASTARLA INSIEME , Elena Fazi, Vice Presidente nazionale UCIIM (1) Z ygmunt B auman , «Lavoro, consumismo e nuove povertà» Città Aperta, Troina (EN), 2004 (2) https://www.monitor440scuola.it/2020/10/pubblicazione-bando-interventi-finanziari-per-il-contrasto-al- la-poverta-educativa-prot-1364-del-14-10-2020/ (3) https://www.savethechildren.it/blog-notizie/articoli/poverta-educativa

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